ENCICLOPEDIA A-C - Luca Capobianco - Nature Photography

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ENCICLOPEDIA A-C

Utilità e link

A

ABERRAZIONE. Una lente perfetta dovrebbe riprodurre un punto o un segmento come tali. In genere, invece, specie nelle lenti più economiche ciò non avviene ed un punto può diventare un circolo ed un segmento una piccola curva. Questi difetti sono dovuti al tipo di vetro usato, al fatto che la superficie delle lenti è curva ed al comportamento della luce. Nel 1856 Ludwig von Seidel individuò cinque aberrazioni che si verificano in luce monocromatica: asferica, coma, astigmatismo, curvatura di campo, distorsione.

ABERRAZIONE CROMATICA. Difetto delle lenti in presenza in luce bianca. L’indice di rifrazione delle lenti è legato alla lunghezza d’onda (colore) della luce. Ciò significa la stessa lente assume una focale diversa a seconda della radiazione che la attraversa. Quindi il punto di fuoco del rosso o del blu non coinciderà provocando un’immagine sfocata. Il difetto si compensa combinando due lenti costruite con vetri dotati di diverso indice di rifrazione (obiettivo acromatico) o con l’utilizzo di una lente asferica.

ABERRAZIONE SFERICA. Il difetto si verifica nelle lenti semplici in quanto i raggi che passano attraverso i bordi più esterni della lente non vanno a fuoco nello stesso punto di quelli che passano per le zone centrali o l’asse ottico. Il difetto, sfocatura al centro dell’immagine, si compensa chiudendo il diaframma.

ACCUMULATORE. Sistema capace di immagazzinare sotto forma di energia chimica l’energia elettrica che gli viene fornita al momento della carica e di restituirla fino all’esaurimento. L’accumulatore può essere ricaricato numerose volte. Negli apparecchi fotografici o nei flash vengono utilizzati accumulatori ricaricabili al Nichel-Cadmio o Ni-Mh, questi ultimi privi di effetto memoria.

ACQUISIRE. Scaricare o ricevere un’immagine da uno strumento per la cattura delle immagini come una fotocamera o uno scanner.

ACQUISIZIONE, DISPOSITIVO DI. Vedi sensore.

ACUTANZA. Misura oggettiva della definizione di  una pellicola sviluppata in modo standard ovvero del passaggio tra le densità maggiori e quelle minori. Di solito per questa prova si utilizza un soggetto con un elevato contrasto, come una sottile linea stampata a contatto. L’ampiezza della diffusione della luce all’interno dell’emulsione (linea più o meno netta) determina l’acutanza.

AD/DC (Analog Digital Converter). Sistema hardware che converte il segnale analogico proveniente dal sensore della fotocamera in digitale in un formato matematico binario per poter essere trattato digitalmente.

AEROGRAFO. Strumento ad aria compressa per il disegno ed il ritocco. Nei programmi di fotoelaborazione indica la Variante del Pennello (uno strumento separato in alcune applicazioni) che riproduce l’effetto di un aerografo. Con questo strumento si applica la tinta selezionata, le cui tracce hanno bordi sfumati. Le dimensioni e l’opacità di questo strumento possono essere regolate tramite le configurazioni rispettivamente di Pennello e Opacità.

AGENTE RIDUCENTE. Sostanza che in un composto chimico riduce di ossigeno o di un altro radicale elettronegativo (per esempio riduce l’alogenuro d’argento ad argento metallico). In fotografia gli agenti riducenti hanno la capacità di ridurre i cristalli di alogenuro d’argento esposti più rapidamente di quelli non esposti e cioè di trasformarli prima degli altri in argento metallico.

ALGORITMO. Matrice di calcolo per eseguire una data operazione matematica come nella compressione di un’immagine o nella codifica di un file.

ALIASING. Sullo schermo di un computer, le tracce diagonali e le linee curve appaiono con i bordi seghettati (specialmente se ingrandite). Questo effetto è causato dalla struttura a pixel delle immagini digitali. Le tecniche di Anti-aliasing (o di arrotondamento) possono essere impiegate manualmente o automaticamente per rendere le transizioni più morbide. Ciò viene reso possibile arrotondando le curve tramite l’aggiunta di pixel di colore intermedio.

ALLEGATO. File spedito assieme ad una e-mail e che di solito necessita di un programma oltre a quello per leggere la posta per essere aperto o modificato.

ALONE. Quando si espone una pellicola, una parte della luce che la colpisce può attraversare l’emulsione ed essere riflessa dal supporto trasparente determinando una doppia immagine o effetto alone. Questo difetto viene ridotto o eliminato in fabbricazione stendendo sulla faccia posteriore del supporto uno strato di gelatina colorata capace di assorbire la luce parassita. Detto dorso antialo, si scioglie nel rivelatore durante il trattamento di sviluppo. Il dorso antialo non può essere usato su una pellicola radiografica poiché le due facce sono emulsionate.

ALTE LUCI. Le aree più chiare di un’immagine. Si dicono “bruciate” quelle talmente sovraesposte da mancare di qualunque dettaglio.

ANALOGICO. Segnale o flusso di dati, sonoro o visivo, di tipo continuo; a una variazione dell’intensità di corrente corrisponderà, per esempio, una variazione di luminosità. I dati analogici si fondono in modo continuo l’un l’altro senza la netta separazione tipica della forma digitale.

ANELLI DI NEWTON. Si formano per interferenza quando due superfici simili non sono in perfetto contatto. E’ il caso del negativo posto tra i vetri del portanegativi di un ingranditore e delle iridescenze visibili su macchie d’olio sull’asfalto bagnato.

ANELLO ADATTATORE
. Consente l’utilizzo di accessori (filtro, paraluce, ecc.) di diametro diverso da quello previsto per un determinato obiettivo. Altri tipi di anello, consentono il montaggio di un obiettivo di una certa marca su una fotocamera di marca diversa.

ANELLO D’INVERSIONE. Adattatore per montare in posizione invertita l’obiettivo sulla fotocamera o su tubi di prolunga o soffietto per macrofotografia. L’inversione dell’obiettivo è consigliabile quando il rapporto di riproduzione supera quello di 1:1.

ANGOLO DI CAMPO. Esprime, in gradi, il campo inquadrato da un obiettivo di una determinata lunghezza focale. Ovvero l’angolo sotteso tra la pupilla d’entrata dell’obiettivo e l’area delimitata dal formato. La misura è comunemente indicata in relazione alla diagonale del formato. Alcuni fabbricanti forniscono anche la copertura verticale ed orizzontale.

ANGOLO DI COPERTURA. Indica in gradi l’angolo sotteso tra il punto nodale posteriore di un obiettivo ed il diametro dell’immagine formata il cui diametro è pari o superiore alla diagonale del formato. Gli obiettivi per le fotocamere di grande formato sono concepiti per offrire una copertura notevolmente superiore per consentire i movimenti dei corpi anteriore e posteriore.

ANTEPRIMA. Piccolo surrogato utilizzato per identificare un’immagine su un sito web, su un catalogo, su un programma di consultazione immagini..

ANTI-ALIASING. Istruzione software per ammorbidire e fondere la scalettatura formata dai pixel sui bordi netti dell’immagine.

APERTURA DEL DIAFRAMMA. La dimensione dell’apertura dell’obiettivo attraverso cui passa la luce per formare un’immagine. Se è ampia, la scena si sfocherà quando gli oggetti al suo interno si allontanano dal punto di messa a fuoco. Se è ridotta, una parte maggiore della scena sarà a fuoco.

APERTURE DI DIAFRAMMA. Vedi F, f.

APPUNTI. È un blocco virtuale all’interno del quale possono essere memorizzate immagini, selezioni o anche del testo, usando il comando Copia e successivamente incollandone il contenuto in un nuovo documento tramite il comando Incolla.

APS (Advanced Photo System). Sistema fotografico introdotto nel 1996 su pellicola da 24mm contenuta in un caricatore in plastica e non compatibile con il sistema 35mm. La pellicola è dotata di un rivestimento magnetico sul quale, al momento dello scatto, vengono registrati una serie di dati che saranno poi utilizzati dalle stampatrici automatiche abilitate nei laboratori. In questo modo è possibile scegliere fra tre formati di stampa C (normale), H (allargato) e P (panorama). La scelta va eseguita prima dello scatto e può essere modificata a volontà in qualunque momento. E’ possibile anche ordinare in anticipo un determinato numero di stampe dello stesso fotogramma.

ARCHIVIAZIONE. Utilizzo di supporti esterni di tipo non magnetico come CD, DVD o dischi rigidi per la memorizzazione di lungo periodo delle informazioni e dei dati.

ARGENTO COLLOIDALE. Sospensione di piccole particelle di argento che con il tempo tendono a depositarsi sul fondo delle bacinelle o sulle pareti interne delle bottiglie contenenti fissaggio esaurito. Nel caso in cui l’argento colloidale si depositi sull’emulsione esso determina un velo dicroico.

ARTEFATTI. Difetti dell’immagine creati dallo strumento usato per registrarla (come il sensore delle fotocamere digitali) o stamparla. Tipicamente, la compressione Jpeg crea degli artefatti, che si manifestano come microrettangoli o quadrati di “grana” colorata.

ASA (American Standards Association). Ente americano preposto a stabilire gli standard industriali, tra cui il sistema di sensibilità delle pellicole. Raddoppiando il valore ASA, raddoppia la sensibilità alla luce. E’ stato sostituito con il sistema ISO che ingloba anche lo standard tedesco Din.

ASCII. Set standard di caratteri adottati nei computer per i software. All’interno della codifica ASCII estesa sono compresi, poi, i simboli propri di ogni lingua.

ASFERICA, LENTE. La maggior parte dei dispositivi che generano la curvatura di una lente producono superfici sferiche. La curvatura di una lente asferica, invece, non costituisce una parte di sfera e ha richiesto per anni un processo produttivo complesso. La diffusione delle lenti asferiche per ridurre le aberrazioni anche degli obiettivi più economici, è stata resa possibile ricorrendo a lenti ibride ottenute abbinando un strato polimerico su una lente sferica cui dare forma asferica con uno stampo. Lenti asferiche in vetro vengono prodotte stampando ad alta temperatura la lente grezza.

ASTIGMATISMO. Si tratta di un’aberrazione ottica che si presenta lontano dall’asse ottico. Una lente astigmatica trasforma un punto in un segmento che si presenta in posizione radiale per una certa distanza di messa a fuoco e in posizione perpendicolare all’asse ottico per una distanza diversa. I segmenti sono ortogonali fra loro e la loro distanza indica il grado di astigmatismo. Il difetto procura la sfocatura delle relative immagini e viene ridotto con la chiusura del diaframma.

ATHLON. Microprocessore (CPU) prodotto dalla AMD per i computer che usano il sistema operativo Windows.

AUTOCHROME. Sistema per realizzare immagini positive a colori trasparenti ideato dai Fratelli Lumiére (1907) utilizzando un sottile mosaico di particelle (ottenute con la fecola di patate) colorate nei tre colori additivi. Il mosaico, applicato alla lastra per la ripresa e poi messo a registro con la sua stampa positiva ricompone i colori attraverso la visione per trasparenza.

AUTOFOCUS. Sistema elettronico di controllo automatico della distanza di messa a fuoco. Dopo i primi sistemi a raggi infrarossi adottati sulle fotocamere compatte (autofocus attivo) sono seguiti, negli apparecchi reflex, sistemi dotati di sensori CCD per la determinazione dell’esatta distanza del soggetto in base al controllo del massimo contrasto (autofocus passivo). Il controllo automatico può essere di vari tipi. A priorità di fuoco: l’otturatore dell’apparecchio resta bloccato fino a quando la messa a fuoco non è stata raggiunta. A priorità di scatto: l’apparecchio può scattare anche se la messa a fuoco è ancora in corso. Ad inseguimento (detto anche Predictive o Track Focusing): il sensore è capace di individuare il movimento del soggetto e seguirlo mantenendolo a fuoco. Tutti i sistemi autofocus delle reflex con ottica intercambiabile sono disinseribili. Alcuni modelli sono dotati di un illuminatore ad infrarossi incorporato oppure utilizzano una luce bianca o quella della lampada del flash per consentire all’autofocus di funzionare anche al buio o in condizioni di luce scarsa. Questo vale per soggetti distanti massimo quattro/cinque metri. Il primo prototipo di fotocamera con messa a fuoco automatica fu introdotto dalla Canon nel 1963.

AUTOSCATTO. Dispositivo meccanico o elettronico che permette di impostare lo scatto ritardato dell’otturatore della fotocamera, ad esempio, per autofotografarsi o ridurre il rischio di vibrazioni con i tempi lunghi di esposizione usando il treppiedi.

AZIONE. Una sequenza di operazioni predeterminate o decise dall’utente che possono essere  effettuate in un programma di fotoelaborazione.




B

BACK-UP. Procedimento di copia dei dati dal disco rigido del computer ad un supporto diverso per garantirsi una riserva degli stessi in caso di perdita o cancellazione accidentale.

BAGNO D’ARRESTO. Soluzione acida per bloccare l’azione dello sviluppo. Riduce inoltre la contaminazione del fissaggio dovuta agli alcali dello sviluppo. Va utilizzato solo con le carte baritate.

BANCO OTTICO. Impianto per testare o verificare i parametri di un obiettivo. E’ costituito da un binario montato su una base più o meno estesa, ma pesante ed antivibrazioni. Un sistema di illuminazione puntiforme, l’obiettivo in esame ed uno schermo si muovono alle distanze relative e necessarie mantenendo sempre perfetto l’allineamento ottico.  

BANK. Gruppo luce di grandi dimensioni dotato di lampade flash di notevole potenza. Fornisce una elevata intensità luminosa su una superficie molto ampia e quindi a basso contrasto.

BARITE. Sostanza (solfato di bario) utilizzata per sbiancare il supporto delle carte (dette baritate). Viene stesa come strato tra base ed emulsione.

BASCULAGGIO. Movimento sull’asse del piano pellicola o del piano ottico di una fotocamera grande formato a corpi mobili per controllare la forma dell’immagine ed ottimizzare la profondità di campo.

BATTERIA. E’ costituita da un inseme di pile o accumulatori.

BAUD. La velocità alla quale si trasferiscono i dati su linea telefonica; valori tipici sono 56600 Baud per una linea analogica  e 64.000 o 128.000 per linea digitale ISDN. La velocità in Baud (Baud rate) corrisponde approssimativamente a quella in bps (bit per secondo).

BAYER PATTERN. Consiste in un retino composto dai tre colori fondamentali (rosso, verde e blu), collocato sul sensore di ripresa il quale è composto da pixel monocromatici. Tramite tale retino si ottiene la formazione del colore per sintesi additiva.

BILANCIAMENTO DEL BIANCO. Funzione di misurazione che informa fotocamere e videocamere digitali su come rappresentare i colori, basandosi sulla temperatura di colore delle diverse sorgenti luminose. Quasi tutte le fotocamere digitali dispongono del bilanciamento del bianco automatico (white balance) ed alcune consentono anche al fotografo di regolarlo manualmente.

BILANCIAMENTO DEL COLORE. Modo in cui i colori in un’immagine vengono, nel complesso, rappresentati. Essi potrebbero essere uguali a quelli che apparivano sulla scena o sul soggetto oppure modificati per generare una sensazione diversa.

BIT (Binary Digit). Cifra binaria che può avere valore 0 oppure 1. Otto bit formano un Byte. E’ L’unità fondamentale delle informazioni digitali.

BIT PER PIXEL. Il numero dei bit utilizzati in un’immagine digitale per rappresentare il colore di ciascun pixel. Con 1 bit per ogni pixel si ottiene un’immagine a 2 colori, con 2 bit a 4 colori, con 3 bit a 8 colori, e così via. Come regola, con n bit si rappresentano 2n colori. Con 24 bit per pixel si rappresentano 16,7 milioni di colori.

BITMAP. Rappresentazione binaria di un’immagine, in cui a ogni byte è associato un punto della stessa.

BLOCCO AF. Controllo, collegato al pulsante di scatto ed al blocco memoria o separato, per memorizzare temporaneamente la distanza di messa a fuoco delle fotocamere autofocus.

BLOCCO MEMORIA. Controllo, collegato al pulsante di scatto ed al bocco AF o separato, per memorizzare temporaneamente la lettura esposimetrica della fotocamera automatica.

BLOOMING. Difetto dell’immagine, dovuto ad una sovraesposizione nelle zone di alte luci ed all’incapacità del sensore di gestire tali livelli di luminosità. Si manifesta con una compressione tonale decisa nelle alte luci con conseguente mancanza di dettaglio e talvolta con iridiscenze più o meno accentuate nelle parti più chiare della scena.  

BOBINATRICE. Apparecchio a tenuta di luce per il caricamento in caricatori standard 35mm di pellicola a metraggio.

BRACKETING. Tecnica di esposizione a forcella che prevede la realizzazione di più scatti (di solito tre) dello stesso soggetto variando l’esposizione tra il primo e l’ultimo. Alcune reflex automatiche dispongono di un sistema automatico per l’esecuzione del bracketing.

BROWSER. Programma necessario per visitare i siti internet. Anche programma progettato per individuare e visionare delle immagini in miniatura (thumbnail) dei file digitali.

BRUCIATURA. Esposizione aggiuntiva effettuata su limitate aree dell’immagine al momento della  stampa bianconero in camera oscura. Serve a compensare le zone del negativo ad alta densità che la carta non sarebbe in grado di registrare correttamente con il tempo di esposizione adatto alle altre aree. Nel mondo digitale applicando la bruciatura su una zona di un’immagine (usando un pennello appropriato del programma di fotoelaborazione) si provoca uno scurimento di quella zona, il che può essere utile per equilibrare l’esposizione in un’immagine ad alto contrasto o per aggiungere un’ombreggiatura che simuli un’ombra reale.

BURST, TEMPO DI. Rappresenta il numero di immagini che una fotocamera è in grado di scattare in rapida sequenza prima di doversi fermare e processare i file. Un Tempo di Burst breve è molto utile per i fotografi che amano scattare immagini di azioni veloci come negli sport.

BUFFER. Detto anche memoria tampone o memoria di transito a seconda dell’impiego. Consiste in una memoria ad alta velocità di scrittura che riceve i dati e li conserva in attesa di registrarli oppure trasferirli definitivamente ad una periferica con velocità di scrittura più lenta. Nelle fotocamere digitali, il buffer consente di scattare un certo numero di fotogrammi in sequenza continua prima che essi vengano registrati sulla scheda di memoria. Maggiore è la capacità del buffer maggiore la quantità di foto realizzabili nella raffica.

BYTE. L’unità di misura standard per indicare l’occupazione di memoria, o di spazio su disco, dei dati: poiché è formato da 8 bit, un byte può assumere qualsiasi valore compreso fra 0 e 255. Generalmente si utilizzano i multipli di otto anche per il Kilobyte (1024 byte) e Megabyte (1.024.kbyte).




C

CARTA A CONTRASTO VARIABILE. Carta sensibile bianconero capace di variare le caratteristiche di contrasto (gradazioni da 0 a 5) in funzione del colore della luce usata per l’esposizione che varia utilizzando una serie di filtri specifici.

CARTA BARITATA. Carta per ingrandimenti d’arte in fibra naturale trattata in superficie con solfato di bario per esaltare il bianco di fondo. Offre i migliori risultati possibili. Può essere lucida o mat.

CARTA INK-JET. Speciale per stampanti a getto d’inchiostro caratterizzata da una finitura atta ad incorporare e trattenere i coloranti o i pigmenti contenuti degli inchiostri stessi.

CARTA POLITENATA (RC). Carta da stampa tradizionale con base politenata (resin coated). La carta del supporto è rivestita in polietilene per impedire al supporto di carta di assorbire i bagni di trattamento e quindi rendendo molto rapido il lavaggio. E’ disponibile con superfici molto diverse.

CALIBRAZIONE. Processo di far combaciare le caratteristiche del colore e della luminosità di uno strumento (come uno schermo o una stampante) ad uno standard determinato o ad un risultato desiderato.

CAMPIONI COLORE. Serie di colori predeterminati che, in un programma di fotoelaborazione, può essere impiegata per l’uso con lo strumento Pennello o per altri interventi sul colore. È possibile aggiungere nuove serie di campioni di colore alle selezioni di base e gli utenti possono aggiungere nuovi colori usando lo strumento Contagocce. I campioni di colore sono generalmente raggruppati in un’unica finestra.

CAMPO INQUADRATO. Sullo schermo di messa a fuoco delle reflex non appare l’immagine intera così come verrà registrata dalla pellicola. Il valore percentuale indica la copertura del mirino rispetto all’immagine che sarà impressionata dalla pellicola. Una percentuale superiore al 95% indica che il mirino offre una copertura pressoché totale.

CANALE. Un singolo elemento di colore all’interno della modalità colore. Per esempio, un’immagine RGB ha tre canali: rosso, verde e blu.

CANALE ALFA. Canale separato che contiene le informazioni relative alla trasparenza di un pixel. Le mascherature possono essere registrate come canali alfa.

CARICATORE. Involucro standard nel quale è contenuta la pellicola vergine. Nel caso del formato 35mm il caricatore è metallico e lascia sporgere la coda della pellicola da una fessura protetta da feltrini che impediscono il passaggio della luce. Il caricatore per pellicole APS da 24mm è in plastica a chiusura ermetica e dispone di simboli che indicano lo stato: vergine, utilizzata a metà, esposta ma non sviluppata, sviluppata. La pellicola sviluppata viene restituita nel suo caricatore originale dove può restare archiviata. Ogni caricatore APS è identificato da un numero corrispondente alla sua index print (vedi).

CARTA SENSIBILE. Consente di riprodurre su carta i negativi ottenendo un’immagine positiva sia in bianconero che a colori. La carta bianconero è offerta in diversi formati e superfici e si distingue in due categorie principali in funzione del supporto utilizzato: baritato o politenato.

CARTONCINO 18%,  GRIGIO NEUTRO. Serve a riflettere una percentuale pari al 18% della luce che lo colpisce. Poiché gli esposimetri sono tarati per misurare il tono medio (vedi) pari ad un grigio con riflettanza 18%, il cartoncino grigio neutro fornisce il riferimento ideale per la misurazione dell’esposizione. Una superficie bianca o nera, misurata con un esposimetro apparirà sulla stampa come grigia perché l’esposimetro non lavora sul suo riferimento. Effettuando la misura sul cartoncino lo strumento misurerà il giusto riferimento e la parete apparirà bianca o nera. Utile anche nelle lavorazioni a colori.

CAVETTO SINCRO. Collega il flash alla presa di sincronizzazione (PC) della fotocamera. Nei modelli reflex di fascia media più recenti o nelle compatte è quasi del tutto sparito, è presente però nei modelli destinati all’uso professionale.

CCD (Charge Coupled Device). È il tipo più comune di sensore immagine usato dalle fotocamere digitali. Il sensore ad accoppiamento di carica vede in realtà solo immagini bianconero e deve impiegare filtri rossi, verdi e blu per registrare i colori. Sono più costosi ed assorbono più energia degli alternativi CMos. I suoi elementi (pixel) emettono un segnale elettrico di tipo analogico a seconda dell’intensità della luce che li colpisce

CD (Compact Disc). Supporto di memorizzazione termoplastico su quale sono registrate informazioni (musica, video, foto) tramite laser. Nato dalla collaborazione tra Philips e Sony nel 1979.

CD-R (Compact Disc-Recordable). CD registrabile una sola volta mediante un masterizzatore. La capacità può essere di 650 megabyte (CD-R 74) oppure 700 megabyte (CD-R 80)

CD-ROM (CD Read Only Memory). I compact disk con memoria di sola lettura contengono dati che possono essere solo letti e non modificati o aggiornati.

CD-RW (Compact Disc ReWritable). CD registrabile e cancellabile più volte mediante un masterizzatore.

CdS. Fotoresistenza al solfuro di cadmio. Utilizzata come sensore negli esposimetri, questo elemento offre una resistenza variabile in funzione del livello di luminosità se inserito in un circuito alimentato da una pila.

CELSIUS, °C. Grado della scala centigrada delle temperature. Concepita da Celsius, rappresenta il centesimo della differenza tra il punto di congelamento e quello di ebollizione dell’acqua.

CHIAVE BASSA. Con questo termine si identifica un’immagine caratterizzata da toni prevalentemente scuri. Detta anche low key.

CHIP. Espressione colloquiale per indicare un circuito integrato di computer, una delle sue componenti essenziali.

CIRCOLO DI CONFUSIONE. Esiste un limite oltre il quale l’occhio umano non riesce più a distinguere un circolo da un punto. Il più piccolo circolo ancora distinguibile è detto circolo di confusione e, in funzione del suo diametro, vengono realizzate le tabelle della profondità di campo degli obiettivi. Questo diametro, indicato in 0,25mm per una distanza di 25cm era valido per gli obiettivi delle fotocamere dell’Ottocento che usavano lastre stampate a contatto. Per compensare il maggiore ingrandimento dei negativi formato 24x36mm è stato necessario ridurre questo valore in una gamma compresa tra 0,020 e 0,033mm a seconda della focale. Ogni fabbricante adotta arbitrariamente il circolo di confusione in base a quale fornire le scale di profondità di campo dei propri obiettivi. Per questo motivo esse non sono necessariamente uguali tra due obiettivi della stessa focale ma di marche diverse.

CIRCUITO INTEGRATO. Insieme di numerosi circuiti elettronici che funzionano insieme; uno degli elementi costitutivi del computer.

CMos (Complementary Metal Oxide Semiconductor). Tipo di sensore che si trova in molte fotocamere, in particolare nelle reflex. Questo tipo di sensore mostra alcuni vantaggi quando si scattano immagini con una risoluzione molto alta. Assorbe meno energia ed è meno o costoso da produrre rispetto ai sensori CCD.

CMYK. Ciano, Magenta, Giallo, Nero (dall’inglese Cyan, Magenta, Yellow e Black, in cui il nero è identificato dalla lettera K). Procedimento di stampa basato su inchiostri dei tre colori primari sottrattivi più il nero. Utilizzando un programma di elaborazione d’immagini è possibile creare e modificare immagini basate su questo sistema denominato anche quadricromia. Si contrappone alla modalità RGB.

CODICE DX. Sistema per l’impostazione automatica della sensibilità e delle caratteristiche di una pellicola (tipo e numero di fotogrammi). Il codice, presente sui caricatori di pellicola 35mm, viene letto per mezzo di contatti elettrici nell’alloggiamento pellicola delle fotocamere predisposte.

COLLEGAMENTO. Metodo tramite cui due livelli vengono uniti insieme in modo che un’azione compiuta su un livello venga fatta anche sull’altro. Questo viene anche chiamato raggruppamento.

COLOR MANAGEMENT. Per il miglior risultato di una stampa digitale occorre che tutti gli apparecchi (monitor, scanner, stampante, ecc.) siano calibrate allo stesso modo affinché i colori visti a monitor siano correttamente riprodotti nella stampa. Sistemi di color management sono disponibili anche a costi molto accessibili.

COLORE DI PRIMO PIANO. Tinta di base impiegata da uno strumento per dipingere un’immagine di determinato colore.

COLORE DI SFONDO. Colore mostrato quando vengono eliminati dalla scena elementi dell’immagine. Lo si può selezionare attraverso il Contagocce ed è anche il punto finale di una sfumatura. Il colore di base è il nero.

COLORE INDICIZZATO. Questa modalità permette di limitare il numero totale di colori in un’immagine, riducendo la dimensione del file e allo stesso tempo mantenendone la qualità visiva. Sulle pagine internet, in cui i tempi di caricamento sono di solito più importanti della fedeltà del colore, questa è una modalità importante.

COLORE, RUOTA DEL. Comprende sia i colori della sintesi additiva sia quelli della sintesi sottrattiva posizionati in modo da formare una ruota nella quale con opposti e complementari.

COMA. Aberrazione ottica che determina la riproduzione di un punto posto lontano dall’asse ottico in modo asimmetrico e disuguale con una coda simile a quella di una cometa. Il coma si attenua chiudendo il diaframma.

COMPACT FLASH, CF. Tipo di scheda di memoria usato da molte fotocamere digitali.

COMPORRE IMMAGINI. Nella fotografia digitale, questa è l’arte di combinare parti di due o più fotografie (o altri tipi di immagini) per creare l’immagine finale. Lo scopo può essere quello di nascondere degli errori (come quando si scambiano le teste tra due ritratti di famiglia per creare un’immagine in cui tutti hanno gli occhi aperti e sorridono) o quello di creare un effetto collage in cui la natura combinata dell’immagine finale è parte del suo messaggio. Questo viene chiamato anche fotomontaggio.

COMPOSIZIONE. L’arte di preparare con attenzione un’immagine e decidere coscientemente come inquadrare una scena o un soggetto. Questo si può fare per creare un’inquadratura che dia maggior risalto ad un soggetto, per aggiungere drammaticità o per raccontare meglio una storia o creare un’emozione. Le immagini ben composte sono più intriganti da vedere delle semplici istantanee. (Vedi Regola dei terzi).

COMPRESSIONE. Termine generico per i metodi di compressione dei file d’immagine che implicano una perdita di qualità. Questa appare evidente quando il file viene aperto nuovamente, dopo il suo salvataggio nella versione compressa. Tipica del formato Jpeg. Esistono anche metodi di compressione di un’immagine che rendono i file più piccoli allocando i dati in modo più efficiente o per rimuovere quelli ritenuti estranei senza perdita di dettaglio rispetto all’immagine originale. Tipica dei formati Tiff con compressione Lzw.

COMPRESSIONE DATI. Utilizzo di un algoritmo per ridurre la quantità di dati necessari alla ricostruzione di un file rendendolo più  “leggero”.

CONDENSATORE. (Elettr.) Componente elettronico in grado di accumulare e quindi restituire una certa quantità di elettricità con una scarica.

CONDENSATORE. (Ott.) Sistema ottico costituito da lenti piano convesse, capace di  concentrare e dirigere la luce emessa da una sorgente luminosa. E’ presente nel sistema ottico dei diaproiettori e degli ingranditori a luce condensata.

CONNETTIVITA’. Comprende tutte le possibili connessioni con il mondo esterno o collegamenti utilizzabili da una apparecchio fotografico digitale oppure una periferica o un computer. Sotto questo termine si intende sia il collegamento ad una rete oppure ad Internet sia la possibilità di collegare, ad esempio, una fotocamera ad un computer via presa USB o, ancora, una fotocamera digitale ad un tv color mediante uscita video analogica.

CONTAGOCCE. Strumento di selezione cromatica. Cliccando con lo strumento Contagocce su qualunque parte di un’immagine si seleziona il colore corrispondente e lo si rende il nuovo colore in primo piano. Può anche essere usato per aggiungere una nuova tinta alla finestra di Campioni di Colore.

CONTAPOSE. Indica il numero dei fotogrammi che sono stati scattati. Il suo avanzamento è automatico negli apparecchi meccanici, mentre l’azzeramento avviene non appena si apre il dorso. Negli apparecchi autofocus e digitali il numero dei fotogrammi esposti appare sul display a cristalli liquidi.

CONTATTO CALDO. Consente il collegamento elettrico per la sincronizzazione del flash. E’ posto all’interno della slitta portaccessori situata sulla sommità del pentaprisma delle fotocamere reflex. Nei modelli più recenti il contatto caldo è dedicato ai flash della stessa marca.

CONTRASTO. Differenza tra i toni più chiari e quelli più scuri all’interno di un’immagine.

CONTROLUCE. Quando il soggetto è posto tra la fotocamera e la sorgente luminosa si dice che la fotografia è realizzata in controluce. In questi casi è richiesta una particolare attenzione al momento dell’esposizione.

COPIA SOLIDA. Un’immagine stampata opposta a quella visualizzata sullo schermo.

COPYRIGHT. Termine legale che indica il diritto di possesso, e quindi di controllo, sull’utilizzo di testi, immagini o altri contenuti creativi. Se non altrimenti specificato, si presume che tutte le immagini siano soggette a copyright e che non possano essere utilizzate da nessuno senza il permesso del titolare.

CPU (Central Processing Unit). L’unità di eleborazione centrale è il “cervello” di un sistema computerizzato. Essa comprende il processore (come Pentium e Centrino di Intel e come il Sempron e Athlon di AMD) e i circuiti accessori per l’elaborazione dei dati in entrata e in uscita.

CRISTALLI LIQUIDI (LCD). Utilizzati in moltissime apparecchiature, consentono la lettura di dati numerici, lettere, simboli ecc. Sono realizzati con materiali organici che si comportano come un liquido pur avendo una struttura molecolare simile a quella di un cristallo. Questo materiale è posto tra due lastrine di vetro dotate di elettrodi talmente sottili da essere invisibili i quali, creando un campo elettrostatico, modificano lo stato di trasparenza o riflettanza del materiale consentendo la lettura.

CURVA CARATTERISTICA. Grafico che correla il logaritmo dell’esposizione con la densità dell’immagine sul negativo risultante in date condizioni di sviluppo. Altrimenti conosciuta come curva D-log H. Le zone più importanti della curva sono: il piede dove la densità sul negativo inizia a crescere, il tratto rettilineo che corrisponde all’immagine correttamente esposta e la spalla dove ha inizio la sovraesposizione.

CURVA DI BEZIER. Linea o curva descritta da una formula matematica utilizzata per creare Tracciati in un programma di fotoelaborazione. Una Curva di Bezier può essere regolata per definire con precisione i contorni di un oggetto creando e manipolando i punti di ancoraggio e i punti di direzione della curva.

CURVATURA DI CAMPO. E’ una delle aberrazioni ottiche degli obiettivi. L’immagine invece di andare a fuoco su una superficie piana (piano focale) va a fuoco su una superficie curva. Di qui una notevole caduta della nitidezza ai bordi se la messa a fuoco è regolata per il centro del fotogramma e viceversa. Gli obiettivi macro, da ingrandimento o per riproduzione debbono essere particolarmente corretti contro questo difetto.


 
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