ENCICLOPEDIA P-Z - Luca Capobianco - Nature Photography

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ENCICLOPEDIA P-Z

Utilità e link

P

PAL (Phase Alternative Line). Standard televisivo in uso in gran parte dei paesi dell’Europa occidentale. L’immagine è costituita da 625 linee/50 hertz; il quadro cambia ogni 1/25 di sec.

PALETTE. Elemento di interfaccia di un programma di fotoelaborazione, che mostra certi parametri e comprende controlli o regolazioni per un particolare strumento o comando. Le Palette possono essere mostrate sulla scrivania (ma possono anche rendersi invisibili usando il comando Mostra/Nascondi) e possono essere spostate e posizionate ovunque sullo schermo e anche collegate le une alle altre per renderle più facilmente accessibili. Il contenuto di una palette può variare in base allo strumento utilizzato.

PANNELLO RIFLETTENTE. In studio o in esterni, serve ad ammorbidire le ombre che appaiono sul soggetto riflettendo verso di esso la luce proveniente dalla sorgente principale. Vi sono pannelli in stoffa fabbricati allo scopo, ma qualunque superficie chiara di adeguate dimensioni capace di riflettere la luce può diventare un pannello riflettente (fogli di polistirolo, cartoni bianchi, fogli di giornale, muri, ecc.).

PANNING. L’effetto prodotto dal panning (ovvero la panoramica cinematografica) determina in fotografia il risultato di un soggetto in movimento veloce nitido su fondo mosso. Si ottiene inseguendo con la fotocamera il soggetto e scattando con un tempo di otturazione abbastanza lento (1/15 di secondo).

PANNO ANTISTATICO. L’elettricità statica può attirare polvere sui negativi e sugli schermi dei monitor. Trattato opportunamente, il panno antistatico elimina almeno per un certo periodo il fenomeno dalla superficie interessata.

PANNO NERO. E’ quella stoffa che i fotografi usano per impedire che la luce cada sullo schermo di messa a fuoco delle fotocamere di grande formato. Al buio l’immagine sullo schermo risulta brillante e quindi può essere meglio controllata.

PANTONE. Sistema di profilo colore realizzato dalla omonima azienda per al corrispondenza accurata delle tonalità quando le immagini vengono riprodotte sulle varie periferiche (monitor, stampanti).

PARALLASSE. L’errore di parallasse si presenta come una diversità nell’inquadratura della stessa scena in quanto osservata da due punti di vista diversi. In fotografia, si verifica negli apparecchi biottica o dotati di mirino galileiano il cui asse non coincide con quello dell’obiettivo di ripresa. Questo errore non comporta problemi nelle riprese a media o lunga distanza. A distanza ravvicinata, invece, la pellicola o il sensore non registreranno esattamente ciò che è stato inquadrato nel mirino. In alcuni apparecchi il mirino viene corretto automaticamente per ottenere un’inquadratura coincidente, in altri occorre modificarla seguendo cornicette di riferimento se previste.

PARALUCE. Applicato all’obiettivo scherma la lente frontale dai raggi diretti del sole. A seconda della focale dell’obiettivo occorre usare un paraluce più o meno svasato per evitare vignettature. La luce che colpisce l’obiettivo determina una serie di riflessioni fra le lenti che riducono il contrasto dell’immagine.

PASSEPARTOUT. Cornice in cartone per riquadrare stampe fotografiche, disegni, incisioni. Il taglio dei passepartout deve avere uno smusso di 45°. I passepartout migliori sono quelli bianchi tipo “conservazione” o “museo” che non contengono acidi. Lo spessore deve essere di almeno 15/10 in modo che la stampa non sia a contatto con il vetro e possa dilatarsi o contrarsi liberamente a seconda del livello di umidità.

PC CARD. Vedi PCMCIA.

PC. Personal Computer. Generalmente si riferisce ad un personal computer costruito dall’IBM con sistema operativo Microsoft DOS. In seguito il termine si è allargato per comprendere qualunque personal computer che utilizzi il sistema operativo Windows.

PCI (Peripheral Component Interconnect, Collegamento Componente Periferico). Standard di connessione per schede aggiuntive, comune ai computer Macintosh e alle macchine dotate di processori Pentium. Offre una elevata velocità di passaggio dati e una compatibilità hardware tra le diverse piattaforme.

PCMCIA. Standard per espansioni hardware (spesso memorie) utilizzato principalmente su computer portatili. Da tempo viene denominato semplicemente PC card.

PDF (Portable Document Format). Formato di salvataggio di file digitali proposto dalla Adobe con il software Acrobat ed ora adottato da molte altre aziende come standard di riferimento per l’interscambio di documenti di testo, foto ed illustrazioni.

PELLICOLA. La pellicola è il mezzo sul quale viene registrata l’immagine prodotta dall'obiettivo. E’ costituita da una base trasparente e flessibile (triacetato) sulla quale viene stesa l’emulsione all’alogenuro d’argento sensibile alla luce. Viene offerta in rullo, perforata e nei formati piani per gli apparecchi professionali e, in alcuni casi, in bobine a metraggio.

PELLICOLA CROMOGENICA. L’immagine sul negativo non è più costituita da argento metallico, ma da coloranti formati chimicamente durante lo sviluppo. Nelle pellicole a colori essi riproducono le tinte dell’immagine finale.

PELLICOLA INFRAROSSA. L’emulsione di questo tipo di pellicole ha una sensibilità estesa alla radiazione infrarossa grazie all’impiego di opportuni sensibilizzatori ottici. E’ utilizzata per scopi scientifici, per studiare la composizione dei terreni, lo stato di salute delle piante, ma anche in mineralogia, criminologia e medicina. E’ disponibile sia in bianconero che a colori. In questo caso fornisce immagini positive con colori molto diversi da quelli reali. Al di là dell’uso scientifico, con questa pellicola si ottengono risultati suggestivi.

PELLICOLA INSTANT. A sviluppo immediato grazie all’azione di trasferimento dell’immagine negativa su un supporto positivo integrato grazie all’azione dell’agente rivelatore presente nel film attivato dopo lo scatto. (Vedi fotografia immediata).

PELLICOLA INVERTIBILE. Un procedimento di inversione negativo-positivo, con questo tipo di emulsione consente di ottenere direttamente un’immagine positiva visibile per trasparenza (diapositiva).

PELLICOLA LITH. Speciale materiale per arti grafiche. Non consente la riproduzione dei mezzi toni di grigio.

PELLICOLA NEGATIVA. Registra le immagini con i valori tonali invertiti rispetto al soggetto. Nelle negative a colori oltre all’inversione dei toni si verifica anche quella dei colori così che, ad ogni colore del soggetto, corrisponde il suo complementare. L’immagine positiva si ottiene attraverso una stampa.

PELLICOLA PANCROMATICA. Pellicola in bianconero sensibile in modo abbastanza omogeneo a tutti i colori dello spettro.

PELLICOLA PER DIAPOSITIVE. Vedi pellicola invertibile.

PELLICOLA PER LUCE ARTIFICIALE. Pellicola invertibile o negativa a colori. Tipo A per luce artificiale a 3400K. Tipo B o “tungsten” bilanciata per l’uso con sorgenti luminose a 3200K.

PELLICOLA PER LUCE DIURNA. Pellicola invertibile a colori bilanciata per soggetti illuminati da una sorgente luminosa a 5500K (daylight) adatta alle riprese di giorno o in luce lampo.

PELLICOLA PIANA. Pellicola professionale a fogli singoli disponibile nei diversi formati. Per l’uso deve essere inserita in camera oscura in appositi chassis. Una volta in vetro, so oggi prodotte su supporto di triacetato o poliestere.

PENNA. Strumento usato per descrivere e disegnare un tracciato.

PENNELLATA. La creazione di linee geometriche che circondano una selezione.

PENNELLO. Sistema di pittura dei programmi di fotoelaborazione che può essere regolato in ampiezza, forma ed opacità; utilizzato per applicare una tinta usando i relativi strumenti di pittura. Può anche essere usato per applicare effetti come la Sfocatura, la Bruciatura o la Mascheratura.

PENNELLO ANTISTATICO. Strumento utilizzato per rimuovere la polvere da diapositive e negativi prima della stampa con l’ingranditore o della scansione.

PENTAPRISMA. E’ blocco ottico a cinque facce montato nei mirini degli apparecchi reflex per raddrizzare l’immagine prodotta dall’obiettivo che, in mancanza, la mostra rovesciata e con i lati invertiti.

PENTIUM. Microprocessore prodotto dalla Intel, disponibile per i computer basati su sistema operativo Windows.

PERIFERICA. Componente hardware che non fa parte del sistema di elaborazione centrale (CPU) del computer ma che svolge importanti funzioni, come la scansione o la stampa. Di solito è un dispositivo esterno.

PERMANENZA. L’abilità di un’immagine a resistere al deterioramento nel tempo. Il termine indica la durata possibile, in base a test accelerati, di una pellicola o una stampa, sia analogica che digitale, negli anni. La luce, l’umidità ed il calore sono gli elementi che più influiscono sul deterioramento dell’immagine: perdita di contrasto, sbiadimento del colore, attacco di muffe.

PHOTOFLOOD. Lampada survoltata ad incandescenza, con vita limitata, usata per produrre un’illuminazione molto viva ed intensa.

pH. Scala delle acidità/alcalinità da 0 a 14, basata sulla concentrazione degli ioni idrogeno in una soluzione. L’acqua distillata ha un pH 7. Le soluzioni con valori di pH inferiori a 7 sono acide (fissaggio), quelle superiori a 7 sono alcaline (rivelatore).

PHOTO CD. Sistema di archiviazione delle fotografie sviluppato originariamente dalla Kodak e che usa il CD come supporto.

PIANO FOCALE. Piano posto ad una distanza per la quale una lente (o un obiettivo) forma un’immagine nitida. La distanza tra la lente ed il piano focale rappresenta la lunghezza focale della lente stessa. Su questo piano dovrà trovarsi la pellicola o il sensore per registrare un’immagine perfettamente definita.

PIANO PELLICOLA. Vedi piano focale.

PIATTAFORMA (Computer). Il sistema operativo di un computer è progettato intorno alla piattaforma adottata dal computer. Ad esempio, Windows e Macintosh.

PICT. Il nome del formato immagine bitmap interno ai computer Apple. I sistemi Macintosh elaborano e stampano questo formato. La risoluzione è abbastanza bassa e le immagini non possono essere scalate a un’altra dimensione senza perdita di dettaglio.

PICTURE CD. Sistema di archiviazione su CD sviluppato dalla Kodak e altre aziende per il trasferimento su disco dei negativi tradizionali presso i laboratori di sviluppo.

PILA. Sistema elettrochimico generatore di elettricità continua. E’ costituita da un anodo, un catodo ed un elettrolita. L’assemblaggio di più pile produce una batteria. Negli ultimi anni la tecnologia relativa alle pile ha consentito di ottenere prestazioni sempre migliori e prodotti più sicuri (ecologici). Le pile più adatte per alimentare fotocamere analogiche, flash ed accessori sono quelle alcaline tipo stilo AA anche ricaricabili o al litio tipo CR2. Le reflex analogiche meccaniche e manuali richiedono di norma pile a bottone all’ossido d’argento per alimentare l’esposimetro.

PIXEL. E’ il più piccolo elemento immagine della tecnologia digitale. Deriva da “picture element” (elemento immagine) da cui pix-el. Elemento base di un dispositivo di acquisizione. Il numero totale dei pixel presenti in un sensore è un indice della massima risoluzione possibile dell’immagine.

PIXEL MORTI. Negli schermi LCD, sono i pixel che smettono di funzionare. Se sono numerosi, l’effetto può essere molto fastidioso e può impedirne l’utilizzo.

PLUG AND PLAY. Uno standard che consente al sistema operativo del computer di riconoscere un dispositivo o una periferica e di installarla facilmente.

PLUG-IN. Piccola applicazione software che si aggiunge ad una principale per estenderne la funzionalità. Le applicazioni di elaborazione immagine utilizzano come moduli aggiuntivi filtri che permettono di ottenere effetti speciali supplementari. Questi plug-in permettono anche alle applicazioni di comunicare meglio con diverse periferiche, come gli scanner e alcune fotocamere digitali.

PMS (Pantone Matching System). Sistema di corrispondenza dei colori che permette un’esatta selezione degli stessi in un’estesa gamma di colori predeterminati.

PORTA PARALLELA. Connessione su PC denominata LPT1, cui si può collegare un cavo per una stampante parallela. Nei computer che dispongono di più di una porta parallela, quelle aggiuntive vengono denominate LPT2, LPT3 e così via.

PORTFOLIO. Accurata selezione di immagini rappresentativa dello stile di un fotografo. Una presentazione professionale richiede stampe montate in passepartout raccolte nelle apposite scatole con apertura a 180°.

POSA B o T. Impostazione dell’otturatore della fotocamera per la quale è possibile eseguire lunghe esposizioni tenendo l’otturatore aperto oltre il tempo più lungo consentito. Impostando la posa B (bulb) l’otturatore resta aperto per tutto il tempo per il quale viene tenuto premuto il pulsante di scatto. Rilasciando il pulsante si chiude. In alcuni apparecchi e obiettivi dotati di otturatore centrale è disponibile la posa T (time): l’otturatore si apre ad una prima pressione del pulsante di scatto e si richiude solo ad una successiva pressione. Per evitare vibrazioni durante l’esposizione è bene utilizzare uno scatto flessibile.

POSTSCRIPT. Linguaggio computer usato dalle stampanti laser per emulare le operazioni di stampa, compresa la disposizione e dimensione di testi, immagini, grafica e disegni e la trasformazione in toni continui delle immagini digitali.

POTERE RISOLVENTE. Indica la capacità di un obiettivo di separare i dettagli più minuti. Attraverso una serie di test consistenti nella ripresa sotto determinate condizioni di una speciale mira ottica, si determina la capacità di fornire immagini più o meno dettagliate in linee per millimetro. La prova è comunque influenzata da tutti i componenti utilizzati: obiettivo, pellicola, metodo di sviluppo, ingrandimento, osservazione, eccetera.

PPI (Pixel per Inch). Il numero di pixel per pollice (inch)  che una fotocamera digitale o uno scanner sono in grado di processare. I ppi sono spesso erroneamente confusi con i dpi.

PRE-ESPOSIZIONE. Tecnica obsoleta ed empirica per aumentare la sensibilità delle pellicole. Si esegue inquadrando una qualunque zona omogenea (un muro) ed esponendo con una riduzione di 3 diaframmi rispetto all’indicazione dell’esposimetro. Per evitare che i dettagli della superficie possano influenzare il risultato occorre sfocare completamente la superficie scelta. Poi (usando il comando per le doppie esposizioni), si esegue l’esposizione corretta per il soggetto sullo stesso fotogramma pre-esposto.

PRESA SINCRO. La maggioranza dei flash viene collegata alla fotocamera e sincronizzata attraverso il contatto caldo incorporato nella slitta portaccessori delle reflex. Con i flash professionali e da studio, tuttavia, è necessaria la presa sincro universale (PC) per il cavetto di sincronizzazione. E’ sconsigliato collegare flash molto potenti se non dedicati ad alcune fotocamere autofocus e digitali, verificare sul libretto di istruzioni è consigliabile. Sugli apparecchi classici o da collezione è si usa la sincronizzazione X per tutti i flash elettronici; la FP e la M per le lampade lampo (ormai scomparse) secondo le indicazioni del fabbricante.

PRE-STAMPA. Indica le fasi di lavorazione effettuate da un service, o dallo stesso fotografo, prima della stampa tipografica. Queste solitamente comprendono selezioni, separazioni cromatiche, incisione delle lastre e tutto quanto è necessario alla preparazione della stampa vera e propria.

PROFILO COLORE. Importante serie di specifiche salvate in un file ottenuto dopo una calibrazione di una periferica (monitor, stampante) oppure fornite dallo stesso produttore dell’apparecchiatura. Serve ad ottenere un comportamento equilibrato nella resa colore per fare in modo che le tonalità siano esattamente le stesse indipendentemente dalla periferica utilizzata per riprodurle.

PROIETTORE DIA. Apparecchio per la proiezione di diapositive montate su telaini ospitate in magazzini (vedi). Con potenza di 150 o 250 watt, offrono, come minimo, la messa a fuoco manuale o automatica ed il cambio di dispositiva avanti-indietro. I più professionali possono essere collegati ad altri per la realizzazione spettacoli di multivisione con accompagnamento di suoni o musiche.

PROIETTORE DIGITALE. Dall’esperienza dei proiettori professionali per sale meeting, sono stati realizzati proiettori digitali per uso domestico. Le soluzioni tecniche sono diverse ed in evoluzione. Di solito debbono essere collegati ad un computer, ma alcuni dispongono di lettore DVD incorporato.

PRIORITA’ DIAFRAMMI. Questa modalità viene di solito indicata con “Av” sulla ghiera delle esposizioni o sul menu. Permette di scegliere l’apertura del diaframma lasciando che sia la fotocamera a scegliere il tempo di scatto.

PRIORITA’ TEMPI. In questa modalità (indicata di solito da “Tv”), scelto il tempo di scatto, la fotocamera determina l’apertura di diaframma più adatta alla scena.

PROCEDIMENTI BATCH. Comandi tramite i quali un utente può applicare automaticamente delle azioni ad un intero gruppo di immagini.

PROFONDITA’ BIT. Talvolta descritta come “Bit per Pixel”, è un valore che descrive il livello cromatico o di toni di grigio di un’immagine. Determina in qual modo uno scanner sia in grado di tenere distinte diverse tonalità di colore. La maggiore Profondità Bit aumenta il numero di grigi e di colori che possono essere registrati e riprodotti in un’immagine.

PROFONDITA’ CROMATICA. Capacità di restituire più o meno fedelmente i colori di un’immagine. Generalmente è espressa in bit per ognuno dei colori primari. Più è alta, ovvero maggiore è il numero dei bit, maggiore è la quantità di colori presenti nella palette utilizzata per l’immagine.

PROFONDITA’ DI CAMPO. E’ la zona che appare nitida nell’immagine fotografica finale. E’ possibile controllare la sua ampiezza grazie all’uso del diaframma: più il diaframma è aperto più ridotta sarà l’ampiezza della profondità di campo. Più il diaframma è chiuso più la profondità di campo sarà ampia. Sulla profondità di campo, tuttavia, agiscono anche la distanza di ripresa (più è breve più, a parità di apertura del diaframma, la profondità di campo è ridotta) e la lunghezza focale dell’obiettivo (più essa è corta più la profondità di campo, a parità di diaframma e di distanza di ripresa, sarà ampia). Conoscere prima dello scatto di quanto sarà ampia la profondità di campo significa poter controllare i dettagli della ripresa. Per questo si può far riferimento alle tabelle della profondità di campo o alle indicazioni previste sul barilotto degli obiettivi. Con gli apparecchi reflex che lo consentono è possibile osservare l’ampiezza della profondità di campo direttamente nel mirino. In questo caso occorre chiudere il diaframma dell’obiettivo al valore scelto per la ripresa e osservare sullo schermo di messa a fuoco (che risulterà annerito tanto più il diaframma sarà chiuso) l’estensione dei piani nitidi.

PROFONDITA’ DI FUOCO. Un obiettivo perfettamente a fuoco forma un’immagine nitida su un preciso piano (piano focale). Tuttavia avanti e dietro questo piano esiste una limitata zona di nitidezza ancora accettabile che prende il nome di profondità di fuoco.

PROGRAM. Automatismo dell’esposizione programmato dalla fabbrica. Ad ogni livello di illuminazione corrisponde un’adeguata coppia tempo diaframma.

PROIETTORE DIA. Apparecchio per proiettare le diapositive su uno schermo. I proiettori 35mm offrono messa a fuoco automatica e cambio automatico della diapositiva. A seconda dei modelli accettano magazzini standard lineari da 36 o 50 diapositive, circolari o compatti LKM. Usano una lampada alogena da 150 o 250 watt. Quest’ ultima è consigliabile quando le proiezioni avvengono in ambienti non perfettamente oscurati o a grande distanza su grandi schermi.

PROVINO A CONTATTO. Stampa a contatto o a basso ingrandimento di strisce di negativi per l’archivio. Facilita la ricerca del fotogramma desiderato.

PROVINO DIGITALE. Stampa dei fotogrammi digitali sul modello del provino a contatto classico.

PROVINO DI STAMPA. Per trovare il giusto tempo di esposizione della carta sensibile per un determinato negativo bianconero, si deve eseguire un provino. L’operazione consiste nell’esporre una striscia di 10-15cm carta uguale a quella che verrà utilizzata per la stampa finale con esposizioni successive di identica durata: ad esempio 4, 8, 12 e 16 secondi. La porzione che sembra più vicina all’ideale sarà quella di riferimento per arrivare al miglior risultato.

PSD. Formato di file usato da Adobe Photoshop per salvare le immagini senza unificare i livelli inclusi.

PULSANTE DI SCATTO. Comanda l’apertura dell’otturatore e di conseguenza l’esposizione della pellicola. Quelli di tipo meccanico spesso incorporano una filettatura sulla quale è possibile avvitare uno scatto flessibile. Quelli di tipo elettromeccanico o elettromagnetico offrono una corsa brevissima e sono molto sensibili alla pressione. Può essere previsto un sistema di blocco di sicurezza meccanico o elettrico per evitare lo scatto accidentale dell’otturatore e la perdita di un fotogramma. Al pulsante di scatto è accoppiata in genere la funzione del blocco della memoria dell’esposizione e l’avvio del sistema autofocus.

PUNTI ANCORAGGIO. Piccoli riquadri che segnano gli angoli e i punti di mezzo dei lati di alcune selezioni (come quelle prodotte usando il comando Trasformazione) nei programmi di fotoelaborazione o impaginazione. Li si può utilizzare per ridimensionare, distorcere o ruotare la selezione. I punti di ancoraggio si possono anche aggiungere ad una Curva di Bezier per alterare la forma del Tracciato in quel punto specifico.

PUNTO NODALE. Corrisponde più o meno al centro di una lente semplice o del sistema ottico di un obiettivo, nel qual caso, si distingue un punto nodale anteriore ed un punto nodale posteriore. Il primo corrisponde all’intersecazione fra il prolungamento del raggio incidente e l’asse ottico, mentre il secondo corrisponde all’intersecazione fra il prolungamento del raggio che esce dall’obiettivo e l’asse ottico. La lunghezza focale di un obiettivo viene calcolata dal punto nodale posteriore, mentre la distanza di messa a fuoco dal punto nodale anteriore.







Q

QUADRO (video). Le immagini video sono trasmesse in due campi interlacciati che ne compongono il quadro. In un sistema a 50Hz un frame completo viene trasmesso ogni 1/25 di sec.

QUICK TIME. Formato di registrazione di dati realizzato dalla Apple e utilizzato, da diversi software, per la memorizzazione e riproduzione di riprese audio e video.







R

RAGGI-X. Gli effetti dei raggi-X utilizzati nelle ispezioni di sicurezza negli aeroporti possono procurare danni all’emulsione delle pellicole fotografiche. Se un solo passaggio non procura alcun effetto, la somma di più passaggi può diventare pericolosa specialmente con le pellicole oltre 1000 Iso di sensibilità. Le apparecchiature “film safe” sono generalmente sicure nei paesi occidentali. Più a rischio i sistemi di ispezione dei paesi in via di sviluppo. In questo caso è bene conservare le pellicole vergini o esposte nel bagaglio a mano in un sacchetto di plastica e richiedere ai funzionari l’ispezione manuale delle pellicole. A causa dei nuovi e pix potenti sistemi di ispezione per il bagaglio consegnato, occorre evitare di inserire pellicole nelle valigie. I raggi-X, scoperti da Röntgen nel 1895, non danneggiano i file digitali.

RAM (Random Access Memory, Memoria ad Accesso Casuale). Memoria utilizzata dalle applicazioni per effettuare i relativi compiti quando il computer è acceso. Il termine “accesso casuale” si riferisce alla capacità del processore di accedere immediatamente a qualunque parte della memoria. È facile confondere la RAM con lo spazio sul disco fisso: la RAM è un immagazzinamento temporaneo di dati che risiede su speciali circuiti chiamati in gergo “memorie”. L’hard disk serve per memorizzazioni semi-permanenti, che cioè non vanno perdute allo spegnimento del computer.

RAPPORTO DELLE DIMENSIONI. Una comparazione tra l’altezza di un’immagine e la sua larghezza. Per esempio, un fotogramma di pellicola 35mm è alto 24mm e largo 36, per cui la proporzione delle dimensioni è 1:1,5.

RAPPORTO DI RIPRODUZIONE. Viene calcolato dividendo l’altezza o la larghezza dell’oggetto originale per quella della sua immagine riprodotta sulla pellicola. In macrofotografia, se sul negativo l’immagine dell’oggetto risulta due volte più grande dell’originale si avrà un rapporto di riproduzione 2:1. Tale valore può anche esprimersi con 2X.

RAPPORTO FRA I LATI. Rapporto fra altezza e larghezza dell’immagine. Il fotogramma 24x36mm ha un rapporto 2:3, l’immagine televisiva ha un rapporto tre a quattro, che si scrive 3:4.

RAPPORTO SEGNALE/DISTURBO. Rappresenta la differenza di livello tra il rumore e l’immagine vera e propria. Più è alto questo valore più l’immagine sarà priva di disturbi.

RASTERIZZAZIONE. Alcuni lavori grafici (che comprendono i testi) sono composti da linee disegnate seguendo delle equazioni matematiche. La rasterizzazione causa la conversione di queste linee in punti immagine (pixel).

RAW. Formato di salvataggio di una fotografia digitale ottenuto registrando solo i dati grezzi di una immagine. Grazie al formato Raw è possibile salvare ciò che proviene direttamente dal sensore della fotocamera, senza alcun artefatto successivo, per poi elaborarlo in seguito tramite specifici software. E’ il sistema che consente di ottenere la massima qualità possibile ed anche di gestire, in modo efficiente, dopo lo scatto, l’esposizione e la tonalità cromatica di una immagine digitale.

RECIPROCITA’. Vedi Difetto di reciprocità.

REFLEX. Sistema di visione adottato dagli apparecchi fotografici che portano lo stesso nome. Utilizzato originariamente sulla camera oscura dei pittori del Seicento, consiste in uno specchio posto a 45° dietro l’obiettivo per rinviare l’immagine su uno schermo smerigliato nella parte superiore dell’apparecchio.

REFRESH RATE. Nei monitor a tubo catodico, un alto refresh rate aiuta a ridurre il tremolio dello schermo, che a sua volta riduce l’affaticamento dell’occhio e (in alcune persone) il mal di testa.

REGOLA DEI TERZI. Per una corretta inquadratura si ricorre tradizionalmente alla regola dei terzi secondo la quale il fotogramma va suddiviso in tre porzioni in orizzontale e tre in verticale. Il soggetto principale, per ottenere un miglior equilibrio, va posizionato nei punti di intersecazione piuttosto che al centro.

REGOLARE. Modificare la dimensione di un’area selezionata di un’immagine.

RETICOLATURA. Crepatura dell’emulsione delle pellicole che può verificarsi a causa di un forte sbalzo di temperatura durante il trattamento di sviluppo. Portando una pellicola da un bagno con temperatura maggiore ad uno a temperatura molto più bassa, la gelatina ammorbidita dal precedente bagno può contrarsi bruscamente per effetto dello shock termico. Con le pellicole attuali il rischio è molto contenuto.

RGB (Red, Green, Blue). I colori primari (rosso, verde, blu) della sintesi additiva. Modalità colore in cui le fotocamere digitali, gli scanner ed i monitor catturano o mostrano il colore.

RIAVVOLGIMENTO. La pellicola 35mm contenuta in un caricatore metallico universale, deve essere riavvolta al suo interno appena scattato l’ultimo fotogramma disponibile. Il riavvolgimento è generalmente automatico, ma negli apparecchi più vecchi è manuale.

RICONVERTIRE. Ritornare ad una versione salvata in precedenza di un’immagine o ad un suo stadio precedente.

RIDUZIONE OCCHI ROSSI. Gli occhi rossi appaiono quando l’obiettivo e la fonte di luce (di solito un flash montato sulla fotocamera) sono direttamente allineati agli occhi del soggetto. Ci sono due modi per combattere questo effetto. (1) La maggior parte delle fotocamere include una regolazione per ridurre gli occhi rossi. Quando si usa questa impostazione, un primo flash fa chiudere la pupilla, evitando che il secondo si rifletta dalla retina nella fotocamera (che il motivo per cui il centro dell’occhio appare rosso). (2) Se appaiono ancora gli occhi rossi, potete sistemarli con facilità all’interno di un programma di fotoelaborazione.

RIEMPIMENTO. Vedi Secchiello.

RIEMPIRE. Aggiungere del colore, un disegno, o altri dati su di una intera area selezionata.

RIFERIMENTO IR. Quasi tutti gli obiettivi manuali, più raro negli zoom ed in quelli per la fotografia digitale, dispongono sulla scala delle distanze di un indice di riferimento (rosso) per la messa a fuoco usando pellicola infrarosso. Poiché la lunghezza d’onda dell’infrarosso è maggiore di quella del rosso, occorre, dopo aver messo a fuoco normalmente, portare la distanza indicata sulla scala metrica sul riferimento infrarosso per evitare una sfocatura come se il soggetto fosse più vicino del reale.

RIFLETTI. Invertire un’area selezionata dell’immagine, o dall’alto al basso (verticalmente) o da sinistra a destra (orizzontalmente).

RIFRAZIONE. Cambiamento di direzione di un raggio di luce quando passa da un mezzo trasparente a un altro. L’azione ottica del prisma o di una qualunque lente (che è un insieme infinito di prismi) è basata su questo fenomeno dovuto al rallentamento della velocità delle singole radiazioni nel passaggio da un mezzo meno denso ad uno più denso.

RIGENERATORE. Soluzione di sostanze chimiche (per lo più agenti di sviluppo) predisposte per essere aggiunte in determinate quantità a un particolare sviluppo, per mantenerne costante l’attività e per compensarne l’esaurimento dato dall’uso.

RINFORZO. E’ possibile rinforzare con trattamento chimico negativi non stampabili per la loro trasparenza eccessiva, cioè per la mancanza di densità dovuta ad una forte sottoesposizione. Il rinforzo veniva utilizzato in passato per spingere al massimo la sensibilità delle pellicole di media sensibilità, ciò che oggi non è più necessario.

RISOLUZIONE. E’ la capacità di registrare o riprodurre i dettagli più fini di un’immagine. Nella fotografia all’argento viene misurata in linee per millimetro o con la curva MTF. Nella fotografia digitale i sensori CCD o CMos offrono una risoluzione totale data dai pixel disponibili in orizzontale ed in verticale. Per i monitor, la risoluzione si esprime in termini di pixel e linee, per esempio un monitor 640x480 presenta 480 linee da 640 pixel (che si chiama anche risoluzione VGA”. Per mostrare più informazioni sullo schermo, la maggior parte dei modelli presentano anche almeno una impostazione Super VGA, spesso 800x600 o 1600x1280 pixel. Alcuni monitor offrono regolazioni a risoluzioni ancora più alte. La risoluzione delle stampanti è data in punti per pollice (dpi), per esempio 300 dpi.

RISOLUZIONE OTTICA. La massima risoluzione fisica di un dispositivo. Essa fornisce una qualità migliore della risoluzione interpolata, che si serve del software per creare nell’immagine delle informazioni aggiuntive.

RITAGLIO PROSPETTICO. Variazione dello strumento Taglierina che permette di alterare la forma dell’area di ritaglio (per esempio, modificando la forma di un trapezio in modo tale che, una volta ritagliato, formi un rettangolo). È utile per correggere le verticali o gli effetti di prospettiva.

RITARDO DI SCATTO. Un ritardo (in inglese Time-Lag) tra quando premete il pulsante di scatto su una fotocamera digitale e quando la fotografia viene effettivamente scattata. Dei ritardi notevoli erano un grosso problema con le prime fotocamere digitali, con cui era molto difficile scattare fotografie d’azione! Le fotocamere attuali sono molto migliorate, ma, in alcuni casi, c’è ancora un minimo ritardo.

RITOCCO. Intervento di correzione manuale sulle stampe fotografiche. Con il ritocco (eseguito a pennello e/o aerografo) è possibile eliminare parti non desiderate di una fotografia, dare risalto a particolari o ridurre difetti in un ritratto. In fotografia digitale, significa usare i programmi per il fotoelaborazione per ridurre o correggere i problemi in un’immagine che non sono stati notati o che era impossibile correggere al momento dello scatto.

RIVELATORE. L’immagine latente su una emulsione fotografica è resa visibile (rivelata) solo dopo l’azione chimica del rivelatore o sviluppo. Esistono moltissime formule per lo sviluppo delle pellicole bianconero, tutte però trasformano in argento metallico i sali d’argento dell’emulsione che sono stati colpiti dalla luce. L’azione del rivelatore moltiplica per un miliardo di volte il segnale dell’immagine latente. Nel caso delle pellicole a colori i trattamenti sono standardizzati: C41 per le negative ed E-6 per le invertibili.

ROM (Read Only Memory). Il computer dispone di una memoria di sola lettura, che non può essere alterata. Essa conserva i dati anche a computer spento. Uno o più chip contenenti informazioni (generalmente un programma) registrate al loro interno in fase di produzione. Il contenuto non può essere riscritto, da cui il nome “A Sola Lettura”. Il contenuto della ROM rimane invariato anche a computer spento.

RUMORE. Aspetto granuloso delle immagini digitali che appare quando si usano Iso molto elevati o che può essere aggiunto volontariamente usando un  programma di fotoelaborazione per creare un aspetto desiderato.

RUOTA. Girare un’area selezionata di un’immagine (o un’immagine intera) intorno ad un punto fisso.







S

SABATTIER, EFFETTO. Intervento per la realizzazione di una semplice solarizzazione. Esponendo brevemente a luce bianca (attinica) un foglio di carta sensibile non esposto, ma non del tutto sviluppato, si ottiene un’inversione di toni nelle zone bianche dell’immagine che non sono state ossidate dall’azione dello sviluppo.

SALI D’ARGENTO. Composti sensibili alla luce formati da sali di vari alogeni, come bromo, cloro e iodio utilizzati per sensibilizzare la carta fotografica per ingrandimenti.

SALVARE. Operazione destinata a registrare un’immagine per usarla in futuro (per ulteriori modifiche, per rivederla, e/o usarla in altre applicazioni).

SATURAZIONE. Si dice saturo un colore dall’aspetto pieno, carico e non contaminato da altri colori. Indica la vivacità o l’opacità che un colore può assumere, ossia quanto esso è vicino al grigio oppure al colore pieno. Una saturazione zero corrisponde ad una rappresentazione di un oggetto come nero, bianco o grigio. Una bassa saturazione produce colori pastello; un’elevata saturazione mostra colori pienamente saturi senza grigi.

SBIANCA. Il trattamento di sbianca rende pressoché invisibile l’immagine all’alogenuro d’argento (sia positiva che negativa). La tecnica viene utilizzata prima di eseguire il viraggio o altri trattamenti di elaborazione. L’immagine torna visibile dopo un nuovo bagno di sviluppo.

SCADENZA. Ogni emulsione fotografica (chimica) deve essere utilizzata entro un determinato periodo di tempo dal momento della fabbricazione per offrire la massima qualità. Su ogni confezione di pellicola è indicata dalla fabbrica la data di scadenza. Dopo tale data, soprattutto se la pellicola non è stata ben conservata (in ambiente asciutto ed a temperatura non superiore ai 20-22°C), si determina un calo di sensibilità e, per le pellicole a colori, una possibile alterazione della resa cromatica.

SCALA DEI GRIGI. Consiste in un cartoncino sul quale appaiono numerose tonalità di grigio comprese tra il nero ed il bianco attraverso gradini che variano con densità costante e nota. Tra un gradino e l’altro può esserci una differenza di densità pari a 1/3, 1/2 o un diaframma intero. La scala dei grigi è utile per valutare il comportamento delle pellicole quanto alla latitudine di posa o all’uso di rivelatori diversi. Nella fotografia digitale è la modalità cromatica (monocanale) di un’immagine che mostra un’immagine monocromatica o, più precisamente, composta da nero puro, bianco puro e 254 tonalità intermedie di grigio.

SCALA Log-e. Gamma delle esposizioni espressa su scala logaritmica (base 10). Su questa scala, un incremento di 0,3 equivale ad un raddoppio dell’esposizione.

SCANNER. Dispositivo per l’acquisizione digitale di immagini o documenti (input). A tamburo: tipo professionale usato dall’industria tipografica per l’acquisizione di immagini ad altissima qualità. Film: dedicato all’acquisizione di fotografie da diapositive o negativi. Piano: concepito per acquisire immagini su supporto opaco, come stampe fotografiche, grafica o altre illustrazioni; molti consentono anche l’acquisizione di trasparenti come negativi e diapositive.

SCATTO CONTINUO. Rappresenta il numero di fotogrammi che una fotocamera è in grado di scattare in rapida sequenza prima di doversi fermare e processare i file. Tempi di scatto continuo veloci sono molto utili per fotografi che amano scattare immagini di azioni veloci come negli sport.

SCATTO FLESSIBILE. Consente di poter azionare l’otturatore (o di mantenerlo aperto usando la posa B) senza trasmettere vibrazioni all’apparecchio fotografico. Perché sia efficace, dev’essere lungo almeno 30cm ed perfettamente flessibile.

SCHEDA. Un’unità di espansione hardware che viene installata all’interno del computer, in appositi alloggiamenti presenti sulla scheda madre.

SCHEDA VIDEO. Componente del computer che elabora i dati ai fini della loro visualizzazione sul monitor.

SCHEDE DI MEMORIA. Supporto di memoria dove vengono registrati i file immagine. Diversamente dalle pellicole, le schede di memoria si possono riutilizzare più volte. Nonostante siano alle volte chiamate “pellicole digitali”, le schede di memoria non registrano le immagini, le immagazzinano dati (vedi Flash Memory)

SCHERMO DI MESSA A FUOCO. I raggi che passano attraverso l’obiettivo degli apparecchi reflex monobiettivo vengono rinviati da uno specchio posto a 45° all’interno della fotocamera verso uno schermo finemente smerigliato dove si forma l’immagine visibile attraverso l’oculare. Grazie ad esso è possibile comporre l’inquadratura e mettere a fuoco il soggetto. Al centro dello schermo di messa a fuoco degli apparecchi manuali è presente un sistema ottico per la messa a fuoco di precisione. Negli apparecchi reflex autofocus lo schermo mostra l’area del sensore o i riferimenti dei sensori AF impiegati. Alcuni apparecchi reflex consentono la sostituzione dello schermo di serie con altri adatti ad impieghi specifici.

SCHERMO LCD. Monitor sul dorso di una fotocamera digitale usato per accedere ai menu, per fare le inquadrature e rivedere le fotografie.

SCRIPT. Lista di istruzioni di un programma seguendo le quali il computer è in grado di svolgere una data operazione.

SCSI (Small Computer Systems Interface). Sistema molto veloce di trasferimento dati fra la CPU e le periferiche del computer. Si pronuncia “scasi”.

SECCHIELLO. Strumento usato per riempire un livello o una selezione con un’unica tinta uniforme.

SELETTORE COLORE. Pannello di visualizzazione sul monitor del computer che permette di selezionare una precisa tonalità di colore. I selettori colore si trovano all’interno dei sistemi operativi dei computer e nelle applicazioni di elaborazione delle immagini, e sono anche presenti in alcune soluzioni realizzate da terze parti per la calibrazione dei monitor.

SELEZIONE. Una zona (o l’intera area) di un’immagine determinata dall’utente in cui possono avere luogo manipolazioni e trasformazioni. È anche denominata area attiva. Le zone che non fanno parte della selezione sono descritte come non selezionate o mascherate.

SEMIMATT. Tipo di superficie della carta da stampa. Liscia, quasi vellutata, è leggermente opaca per non riflettere la luce.

SENSIBILITA’. Rappresenta la proprietà dell’emulsione di una pellicola a reagire può o meno velocemente alla luce. La sensibilità viene misurata in base alla luce necessaria per ottenere un determinato annerimento o densità secondo gli standard stabiliti dalla Iso. La sensibilità è data dalla dimensione dei grani d’argento utilizzati. In pratica più i grani sono grandi più la pellicola è sensibile in quanto essi sono più capaci di catturare fotoni al momento dell’esposizione. Ciò spiega perché le pellicole di alta sensibilità producono immagini con grana più evidente specie nei forti ingrandimenti. I grani di alogenuro d’argento reagiscono al momento dell’esposizione alla luce e quelli che hanno ricevuto la giusta quantità si trasformeranno in argento metallico durante lo sviluppo. La sensibilità di una pellicola viene calcolata in base alla sua capacità di ottenere una certa densità in condizioni standard di esposizione e trattamento. Nella fotografia digitale, la sensibilità del sensore, che emula quella della pellicola (pari esposizione a parità di intensità della luce), viene gestita in via elettronica amplificando il segnale proveniente dai pixel.

SENSIBILIZZATORI OTTICI. Componenti chimici utilizzati nella fabbricazione delle pellicole per ottenere il grado di sensibilità richiesto.

SENSORE. Elemento sensibile alla luce di una fotocamera digitale per la cattura dell’immagine. Il sensore, posto sul piano focale di una fotocamera, trasforma in segnale analogico la luce che lo colpisce. Il segnale viene poi trasformato in codice binario da un convertitore analogico-digitale. Può essere un CCD o un CMOS. Un sensore alternativo è il Foveon, sensore CMOS, costituito da tre strati di pixel ognuno dedicato ad uno dei tre colori primari.

SENSORE, PULIZIA. I sensori delle fotocamere digitali sono soggetti ad attirare pulviscolo,  minime tracce di unto o particelle metalliche dovute agli attriti dei leveraggi o delle lamelle dell’otturatore. La sua pulizia richiede molta attenzione e, preferibilmente, l’intervendo di un centro di assistenza. Può essere tuttavia pulito con specifici prodotti adottando la massima attenzione. Eventuali danni provocati da una pulizia non corretta non sono coperti dalla garanzia del fabbricante.

SEPARAZIONE DEI COLORI. Procedimento fotomeccanico per la stampa tipografica. L’immagine originale a colori viene separata attraverso filtri blu, verde e rosso in negativi in bianco e nero ad alto contrasto. I negativi serviranno in successione per stampare positivi relativi al giallo, rosso e blu.

SERVOFLASH. Dispositivo a fotocellula per lo scatto sincronizzato di flash elettronici senza l’uso di cavetti di collegamento.

SET. E’ la scenografia costruita in studio o in esterni nella quale vengono posti e composti oggetti e/o modelli con luci appropriate.

SEZIONE AUREA. E’ il rapporto proporzionale che esiste tra due parti di un segmento quando quella più corta sta a quella più lunga come quest’ultima sta all’intero segmento. In base a questa proporzione, che si ritrova nelle spirali delle conchiglie e nelle stesse galassie, per secoli gli artisti hanno cercato di posizionare i soggetti in rapporto all’ambiente circostante in base a questa relazione matematica che ne garantisse il valore estetico.

SFONDO. Quando un’immagine importata in un programma di elaborazione viene posta sul livello più basso, diventa lo sfondo. Eventuali livelli successivi si vanno a sovrapporre al livello dello sfondo.

SFUMARE. Sfocare i bordi di un’area selezionata.

SFUMATURA. Strumento per generare transizioni tra almeno due colori o tra un colore e la trasparenza. La sfumatura di base usa come colori quelli di Primo Piano e di Sfondo. Detta feathering, ammorbidisce i bordi degli elementi di un’immagine, fondendo i pixel che li compongono.

SINCRO FLASH. Indica il tempo di otturazione più breve che è possibile usare con gli otturatori impiegando il flash elettronico. In particolare, con gli otturatori a tendina il flash deve lampeggiare nell’istante in cui l’otturatore scopre completamente la pellicola. Il tempo di sincronizzazione più o meno breve dipende dal tipo di tendine (a scorrimento verticale o orizzontale) e dalla velocità di scorrimento delle tendine stesse. Gli otturatori muniti di tendine a scorrimento verticale consentono tempi di sincronizzazione più brevi (da 1/125a 1/300 di sec.) rispetto a quelli a scorrimento orizzontale (da 1/60 a 1/90 di sec.). Il vantaggio del tempo breve di sincronizzazione sta nel fatto che è possibile utilizzare il flash di giorno per schiarire le ombre senza rischiare di ottenere una doppia immagine dovuta al tempo di esposizione troppo lungo. Gli otturatori centrali a lamelle posti tra le lenti degli obiettivi offrono una sincronizzazione integrale in quanto per qualunque tempo di esposizione essi debbono aprirsi completamente e perché la loro posizione, così come il diaframma, non determina alcuna vignettatura dell’immagine.

SINTESI ADDITIVA. Processo che riproduce i colori del soggetto sommando insieme differenti quantità di luce dei colori primari (blu, verde, rosso).

SINTESI SOTTRATTIVA. Processo con il quale si rappresentano i colori del soggetto, sovrapponendo immagini gialle, magenta e cyan. Ciascuno di questi colori sottrae rispettivamente dalla luce bianca quantità di blu, verde e rosso. Per ottenere una certa tonalità cromatica si debbono sottrarre alla luce bianca percentuali di colori complementari.

SISTEMA ZONALE. Tecnica avanzata per la fotografia in bianconero elaborato dal fotografo Ansel Adams che mette in relazione la gamma delle luminanze del soggetto con il tipo di sviluppo del negativo per giungere ad una esposizione capace di portare ad un risultato di stampa eguale a quello immaginato al momento della ripresa. La gamma di luminosità della scena viene suddivisa in nove zone corrispondenti ad altrettanti toni di grigio sulla stampa finale. La differenza tra una zona e l’altra, dal nero al bianco, è quella che si ottiene variando l’esposizione di un diaframma. La zona V centrale è quella considerata media e sulla quale sono tarati tutti gli esposimetri. Considerato che questi leggono ogni area più o meno illuminata come se fosse di tonalità media, il fotografo è in grado di calibrare l’esposizione in modo che ogni zona assuma nella stampa finale il giusto annerimento. Esponendo una parete bianca senza alcuna correzione essa risulterebbe in stampa di tono grigio medio. Lo stesso accadrebbe fotografando una lavagna. La differenza di esposizione tra le varie zone è pari ad un diaframma, pertanto, correggendo l’esposizione, il fotografo potrà determinare prima dell’esposizione l’intensità di grigio che assumerà una certa area e, di conseguenza, tutte le altre. Combinando al tipo di correzione il tipo di sviluppo più o meno energico del negativo, è possibile giungere a risultati di stampa di estrema efficacia.

SLITTA PORTACCESSORI. Di tipo universale, permette l’applicazione di un flash o di altri accessori, sull’apparecchio. La slitta è dotata di uno speciale sistema di contatti elettrici (contatti dedicati) per il controllo automatico dei flash speciali adatti a singoli apparecchi. Un contatto centrale (contatto caldo) consente anche con gli apparecchi recenti di utilizzare in modo manuale o semiautomatico i flash non dedicati.

SLOW SYNC. Tecnica di sincronizzazione della luce lampo nei notturni che consiste nell’impiego di un’apertura di diaframma corretta per il soggetto vicino illuminato dal flash e di un tempo di otturazione sufficientemente lungo tale da consentire l’esposizione corretta delle zone illuminate dalla sola luce ambiente. In molte fotocamere sia reflex che compatte questa funzione, che si ispira alla classica tecnica dell’open flash, viene eseguita in totale automatismo.

SLR (Single Lens Reflex, Fotocamera reflex monobiettivo). Acronimo usato nel gergo fotografico anglosassone.

SOFFIETTO. Tubo in stoffa o pelle costruito in modo da potersi estendere e comprimere ad organetto restando sempre a tenuta di luce. E’ utilizzato sugli apparecchi di grande formato d’uso professionale. La sua flessibilità consente di poter effettuare il basculaggio ed il decentramento.

SOFFIETTO MACRO. Inserito tra il corpo di un apparecchio fotografico e l’obiettivo consente di aumentare la distanza tra obiettivo e piano pellicola e quindi di mettere a fuoco soggetti molto piccoli a brevissima distanza. Il soffietto, montato su un binario a cremagliera consente di regolare in modo continuo la distanza tra corpo ed obiettivo. Con obiettivi di corta focale è possibile raggiungere ingrandimenti fino a 4 o 5 volte quelli dell’originale.

SOFTBOX. Sorgente luminosa contenuta in una struttura riflettente dotata di un frontale traslucido usata per diffondere ed ammorbidire la luce. Ha minori dimensioni di un bank.

SOFTWARE. Serie di istruzioni che permettono all’hardware di un computer di lavorare. Il software può esistere sotto forma di programmi, sistemi operativi, driver di apparecchiature e macro.

SOLARIZZAZIONE. L’effetto creativo ottenuto esponendo alla luce bianca una negativa o una stampa bianconero durante lo sviluppo per un tempo brevissimo da individuare in via sperimentale. La luce bianca provoca l’inversione di toni nelle zone non esposte in fase di ripresa e quindi non ossidate, nemmeno parzialmente, dall’azione dello sviluppo.

SORTER. Termine americano per indicare i visori per diapositive dotati di piano inclinato retroilluminato con luce standard (5000K).

SOTTOESPOSIZIONE. Errore di esposizione dovuto all’impiego di un tempo troppo breve o di un’apertura di diaframma troppo chiusa rispetto all’intensità luminosa per la sensibilità della pellicola. A seconda della pellicola impiegata produce un negativo trasparente o un positivo molto scuro. Nella fotografia digitale produce un’immagine molto densa.

SOVRAESPOSIZIONE. Errore dovuto all’impiego di un tempo di esposizione troppo lungo o di un’apertura di diaframma troppo aperta rispetto all’intensità luminosa per la sensibilità della pellicola. A seconda della pellicola impiegata produce un negativo molto scuro o un positivo molto trasparente. Nella fotografia digitale produce un’immagine slavata.

SPAZIO COLORE (dig.). Spazio, oppure modello tridimensionale all’interno del quale è possibile rappresentare i tre attributi del colore: sfumatura, saturazione e luminosità (per esempio, spazio colore CIE ).

SPECCHIO. E’ l’elemento fondamentale del sistema reflex. Uno specchio posto a 45° davanti al piano focale dell’apparecchio rinvia i raggi luminosi in alto verso uno schermo smerigliato posto orizzontalmente alla stessa distanza dalla flangia anteriore dell’innesto degli obiettivi del piano focale. Attraverso un prisma (pentaprisma) l’immagine formata sullo schermo viene convogliata ad un oculare attraverso il quale il fotografo potrà inquadrare esattamente il campo abbracciato dall’obiettivo usato. Lo specchio, in alcuni apparecchi reflex, può essere sollevato manualmente per ridurre le vibrazioni nelle riprese ad alto rapporto di riproduzione; in questo caso la fotocamera deve essere fissata ad un treppiedi o ad uno stativo per riproduzioni. In passato, il sollevamento consentiva anche l’uso dei supergrandangolari di tipo non retrofocus, che penetravano molto all’interno del corpo e che avrebbero impedito il movimento dello specchio. In questi casi veniva adottato un mirino ottico separato per l’inquadratura.

SPETTRO. All’interno delle radiazioni elettromagnetiche, dai raggi gamma alle frequenze radio, è compreso lo spettro, cioé l’insieme delle radiazioni monocromatiche rese visibili all’occhio umano da un prisma colpito da un sottile fascio di luce solare. Lo spettro si estende dai 400nm del blu ai 700nm del rosso. A queste radiazioni è sensibile l’emulsione di una normale pellicola pancromatica in bianconero o a colori.

SPIA AVANZAMENTO. In alcuni apparecchi è previsto un segnale che indica il corretto avanzamento della pellicola. Questo consente al fotografo di accertare che la pellicola è stata caricata correttamente e che avanza regolarmente caricando la fotocamera con la leva o a motore.

SPOSTAMENTO. Strumento usato per spostare una selezione in una nuova posizione, per muovere i contorni di una selezione o anche per muovere il contenuto di un livello in relazione al contenuto degli altri livelli.

SPUNTINATURA. Intervento eseguito con pennelli finissimi o speciali matite mirato all’eliminazione di eventuali puntini bianchi o neri dalle stampe bianconero causati da graffi o granelli di polvere non eliminati dal negativo prima della stampa.

STABILIZZAZIONE IMMAGINE. Sistema ottico o meccanico per stabilizzare l’immagine fotografica con tempi di esposizione che, a mano libera, provocherebbero un’immagine mossa. Può essere incorporato negli obiettivi, o nella fotocamera  digitale. In questo caso il sensore viene mosso in modo opposto e contrario a quello della vibrazione imposta all’apparecchio.  Alcuni modelli economici adottano un artificio impostando la più alta sensibilità disponibile per usare il tempo di esposizione più breve possibile.

STAMPA A CONTATTO. Si ottiene mettendo a contatto il negativo con la carta sensibile curando che l’emulsione della pellicola (parte opaca) sia rivolta verso il basso. E’ stato il primo sistema di stampa fotografica. Si utilizza per la stampa dei provini o per la stampa di negativi di grande formato. Per assicurare il perfetto contatto si usa un pesante cristallo perfettamente pulito.

STAMPANTE INK-JET. Tipo di stampante delle immagini digitalizzate che attraverso speciali testine trasferisce milioni di microscopici getti d’inchiostro al secondo su carta o altri supporti. Le copie ottenute con stampanti ink-jet non assicurano un risultato ed una durata pari a quelle delle stampe su carta colore tradizionale.Le gocce vengono espluse dalla testina con un sistema piezoelettrico (Epson) o a caldo (Canon, Bubble-jet).

STAMPANTE LASER. Destinata soprattutto all’uso commerciale o da ufficio. Impiega un raggio laser che traccia su un tamburo rotante fotosensibile al selenio i pixel dell’immagine. Questa viene trasferita su carta con un principio elettrostatico grazie al quale il tamburo attrae i necessari pigmenti in polvere che vengono fissati a caldo sul supporto.

STAMPANTE A SUBLIMAZIONE. Tipo di stampante delle immagini digitalizzate a trasferimento termico in cui colori solidi, contenuti in una membrana semi-permeabile vengono rapidamente riscaldati fino allo stato gassoso (sublimazione) e poi trasferiti e solidificati sulla carta.

STAMPANTE TERMICA. Trasferisce caratteri (scontrini di cassa) o immagini su carta termica attraverso una testina formata da una serie di resistenze al passaggio della carta stessa. A bassa qualità fu usata per un breve periodo come sistema di output delle prime fotocamere still video.

STATIVO. Sostegno verticale da studio per luci o flash dotato di tre gambe chiudibili ad ombrello.

STATIVO DA RIPRODUZIONE. Supporto a colonna con braccio regolabile in altezza cui fissare la fotocamera per eseguire riproduzioni di documenti, disegni, fotografie, piccoli oggetti, reperti, ecc.

STIGMOMETRO. Dispositivo ottico applicato agli schermi di messa a fuoco. Non più utilizzato, consiste in una lente cilindrica che spezza l’immagine quando è fuori fuoco. Spesso confuso con il telemetro ad immagine spezzata.

STILL LIFE. Termine per indicare la fotografia professionale di oggetti per pubblicità, cataloghi, documentazione, ecc. Viene generalmente eseguita in studio con fotocamere di grande formato.

STILL VIDEO. Termine obsoleto usato per indicare i primi sistemi analogici per la realizzazione di immagini video fisse.

STRATO ANTIALONICO. È uno degli strati non sensibili presenti le pellicole in bianco e nero e a colori. Interposto tra il supporto e l’emulsione ha il compito di assorbire la luce in eccesso non assorbita dall’emulsione per impedirle di venir riflessa verso l’emulsione oscurando le zone adiacenti a quelle delle alte luci e creando una sorta di alone attorno ai bordi delle zone più chiare..

SUBLIMAZIONE. Passaggio di una sostanza dallo stato solido a quello gassoso senza l’intermedia fase della liquefazione.

SUPER VGA. Regolazione per monitor nata per mostrare più informazioni sullo schermo. Quasi tutti i monitor offrono almeno una regolazione Super VGA, spesso 800x600 o 1600x1280 pixel. I monitor di alta fascia offrono regolazioni a risoluzioni ancora più elevate.

SUPERFICIE MATT. Caratteristica della carta da stampa opaca e non riflettente.

SUPPORTO MAGNETICO. Supporto di memorizzazione (per esempio un disco rigido) che usa le particelle magnetiche di cui è composto il substrato per scrivere e leggere i dati.

SUPPORTO MAGNETO-OTTICO. Primo ed obsoleto supporto ad alta capacità per il back-up dei dati di un computer.

SUPPORTO OTTICO. Qualsiasi supporto di memorizzazione che può essere inserito o estratto dal suo dispositivo di lettura. Esempi sono i dischi Zip e i CD-R.

SVILUPPO. Vedi rivelatore.

SVILUPPO FORZATO. Per salvare un negativo sottoesposto o per spingere oltre il valore nominale la sensibilità di  una pellicola è possibile forzare lo sviluppo utilizzando tempi più lunghi del normale. Il risultato è accettabile pur con una certa perdita di definizione. Alcune pellicole, tuttavia, sono fabbricate anche in funzione del trattamento forzato e possono quindi essere esposte per sensibilità diverse con ottimi risultati.







T

TAGLIERINA. Piccola macchina per il rifilo delle copie di stampa a mezzo di una lama collegata ad una leva oppure di una lama rotante fissata su un cursore. Nella fotografia digitale, strumento di selezione usato per definire l’area di un’immagine che dev’essere mantenuta, mentre l’area all’esterno della selezione viene scartata. Lo strumento di Ritaglio Prospettico viene usato per alterare la prospettiva di un’immagine durante il suo ritaglio.

TAGLIO. Per migliorare la composizione di un’immagine o modificarla, al momento della stampa è possibile effettuare un “taglio” che consiste nell’escludere quella o quelle parti del fotogramma non desiderate.

TAVOLETTA GRAFICA. Usata al posto del mouse, una tavoletta grafica permette di muovere il cursore usando uno stilo a forma di penna come disegnando. Molto utile per la pittura e disegno digitali. Alcune sono anche sensibili alla pressione, come con le penne ed i pennelli veri: una maggiore pressione implica un tratto più largo e scuro, una pressione leggera al contrario crea una linea sottile e più chiara.

TAVOLO LUMINOSO. Tavolo professionale dotato di un’ampia superficie retroilluminata per l’osservazione di originali trasparenti.

TELAIO. E’ la struttura centrale dell’apparecchio fotografico cui vengono applicate le altre parti. In policarbonato nei modelli più commerciali è in lega di alluminio in quelli più professionali. Può essere anche una combinazione metallo-plastica dove in metallo è realizzato solo il piano focale delle reflex 35mm. La lega di alluminio, tuttavia, assicura il mantenimento di tolleranze più strette ed una rigidità maggiore.

TELECOMANDO. Tipico dei televisori, è il sistema di controllo dei proiettori per diapositive o digitali per gestire la messa a fuoco o il cambio di immagine. Alcune fotocamere possono essere controllate a distanza con un modello dedicato.

TELEMETRO AD IMMAGINE SPEZZATA. Posto al centro dello schermo di messa a fuoco degli apparecchi reflex manuali è costituito da due cunei ottici opposti che deviano l’immagine che cade in quel punto in opposte direzioni quando il fuoco non è perfetto. Una linea sfocata che passi attraverso questo dispositivo risulta spezzata. Generalmente è circondato da una corona di microprismi. E’ la versione semplificata dello stigmometro.

TELEMETRO. Dispositivo ottico per valutare le distanze per sovrapposizione di due immagini provenienti da due punti diversi (base) sul principio della triangolazione. Incorporato nelle fotocamere permette di mettere a fuoco il soggetto collegato alla ghiera di messa a fuoco dell’obiettivo.

TELEOBIETTIVO. Vedi obiettivo tele.

TEMPERATURA ASSOLUTA. E’ quella misurata a partire dallo zero assoluto quando cessa in teoria ogni movimento molecolare. Lo zero assoluto corrisponde a -273°C. I gradi della scala assoluta (K, Kelvin) sono intervallati come i gradi centigradi (C, Celsius), per cui volendo passare dalla scala centigrada a quella assoluta basta sommare alla temperatura in C il valore 273. In fotografia, la temperatura di colore delle sorgenti luminose è sempre espressa utilizzando la scala assoluta, ovvero in gradi Kelvin.

TEMPERATURA DI COLORE. Scala per la valutazione della qualità della luce espressa in gradi Kelvin. La qualità del colore (tendente al rosso o al blu) è importante per l’equilibrio cromatico nella fotografia a colori. Una lampada domestica ha una temperatura di circa 2900K, una lampada fotografica di 3200K, la luce diurna (fotografica) di 5500K. La qualità del colore è pari al colore assunto da un teorico corpo nero riscaldato e reso incandescente, calcolando i gradi a partire dallo zero assoluto (-273°C). Più s’innalza la temperatura più il corpo nero passa al colore rossastro fino al bianco.

TEMPO DI ESPOSIZIONE. Durata dell’esposizione nella quale l’otturatore della fotocamera resta aperto. Usando un tempo di scatto lungo, i soggetti in movimento verranno “mossi” nell’immagine; usando un tempo di scatto breve, i soggetti in movimento verranno immobilizzati nell’immagine.

TEMPO REALE. Indica che le azioni del computer o di un sistema gestito da un microprocessore sono viste sullo schermo o eseguite nel momento in cui vengono richieste.

TENDINA OCULARE. Alcuni apparecchi reflex dispongono di una tendina per la chiusura dell’oculare. Questo dispositivo è utile quando si effettuano riprese con l’autoscatto o dal treppiedi. In questa situazione la luce che entra dall’oculare potrebbe indurre in errore il sistema di controllo dell’esposizione automatica. Si evita questo errore chiudendo la tendina o applicando all’oculare il tappo (se fornito di serie).

TERMOCOLORIMETRO. E’ lo strumento simile d un esposimetri, dotato di due filtri (rosso e blu) che fornisce la misura della temperatura di colore.

TEST. Valutazione delle prestazioni di un apparecchio utilizzando strumenti di misura specifici per le singole caratteristiche sottoposte ad analisi.

TEST ACCELERATO. Metodo scientifico per valutare l’efficienza nel tempo di un’apparecchiatura sottoponendola ad un superlavoro un un breve periodo di tempo e nelle diverse condizioni di impiego (calore, umidità, vibrazioni, cadute, ecc.). Vengono anche eseguiti per valutare la permanenza probabile delle immagini fotografiche (negativi, diapositive, stampe su carta fotografica o ink-jet). I campioni vengono sottoposti per un determinato periodo di tempo nelle condizioni più varie: esposte alla luce diurna o ultravioletta, al buio, ad esalazioni di gas, in alta e bassa umidità e temperatura, eccetera. In dati ottenuti consentono di poter certificare la permanenza di un’immagine nel tempo, ovvero la capacità di mantenere inalterate le caratteristiche cromatiche e di contrasto. Occorre tuttavia considerare che la durata probabile è da considerarsi tale se la conservazione avviene entro determinate specifiche: come minimo in ambiente asciutto, non fortemente illuminato a temperatura costante 20-24°C).

TEST PILA. Per controllare lo stato di carica delle pile che alimentano un apparecchio alcuni modelli dispongono di un indicatore che consente di valutare l’autonomia residua.

TESTA A SFERA. Il puntamento del soggetto con la fotocamera sul treppiedi avviene in ogni direzione e con un solo sistema di bloccaggio. Più pratica della testa classica in esterni.

TESTA PANORAMICA. Dotata di una scala graduata, permette di eseguire fotografie panoramiche a 360° facendo combaciare più fotogrammi regolando le successive inquadrature in base all’angolo di copertura dell’obiettivo impiegato. Nella fotografia digitale, i fotogrammi di una panoramica vengono uniti elettronicamente.

TESTA TRE VIE. Per la ricerca della posizione ideale della fotocamera sul treppiedi. La regolazione sui tre assi consente di trovare la perfetta posizione orizzontale su qualunque terreno.

T-GRAIN. Tabular Grain. Cristallo di alogenuro d’argento caratterizzato da una struttura piatta che garantisce una maggiore capacità di assorbimento della luce. Grazie a particolari procedimenti di maturazione dei cristalli è stato possibile far crescere i grani d’argento in forme regolari che hanno portato ad un aumento della sensibilità a parità di definizione.

THUMBNAIL. Letteralmente unghia del pollice: piccola immagine a bassa risoluzione, detta miniatura, che può essere usata come segnaposto dell’immagine effettiva, per esempio in un archivio elettronico.

THYRISTOR. Componente elettronico costituito da un diodo speciale che permette il passaggio variabile della corrente che lo attraversa. Viene impiegato nei flash elettronici per consentire il recupero ed il riutilizzo dell’energia elettrica fornita da un condensatore quando il sistema di controllo sospende l’emissione luminosa. Grazie al thyristor si ottengono tempi di ricarica più brevi e quindi più lampi in minor tempo.

TIF, TIFF (Tagged Image File Format). Comune formato di file per memorizzare immagini, compatibile su diverse piattaforme di computer. Utilizza una compressione senza perdita di qualità, che non riduce i file immagine in maniera così radicale come il sistema Jpeg, ma mantiene la qualità e la definizione dell’immagine originale.

TIMBRO. Strumento dei programmi di fotoelaborazione utilizzato per copiare pixel da una zona all’altra di un’immagine. Viene impiegato per rimuovere i difetti o per mascherare elementi indesiderati. Denominato anche Strumento Clone o Pennello Clone in alcune applicazioni per l’elaborazione delle immagini.

TINTA. Colore spettrale puro diverso da tutti gli altri. Aggiungendo bianco o nero ad una tinta si può rendere il colore più chiaro o più scuro, senza però alterarne la tinta.

TINTA/SATURAZIONE. Comando per alterare la Tinta (il colore) di un immagine e la sua saturazione (cioè l’intensità di quel colore).

TIRAGGIO. Distanza prevista dal fabbricante tra la flangia dell’innesto degli obiettivi intercambiabili ed il piano focale della fotocamera. Tutti gli obiettivi previsti per un certo modello hanno lo stesso tiraggio. Montando, ove possibile, un obiettivo con tiraggio più corto del previsto su un apparecchio non verrebbe consentita la messa a fuoco all’infinito.

TLR (Twin lens reflex, Fotocamera reflex biottica). Acronimo usato nel gergo fotografico anglosassone.

TONI MEDI. Tutti i toni in un’immagine che non sono né alte luci né ombre.

TONO ALTO. Vedi high-key.

TONO BASSO. Vedi low-key.

TONO CONTINUO. L’effetto di una riproduzione sfumata del bianconero o dei colori in una fotografia.

TONO MEDIO. Densità o tonalità di un punto intermedio fra il valore delle alte luci e quello delle ombre indipendentemente dal suo colore. Illuminato da una sorgente di luce ne riflette il 18%. Sul tono medio sono tarati tutti gli esposimetri. E’ considerata media la densità della zona V del sistema zonale.

TRACCIA. Comando (Modifica>Traccia) utilizzato per contornare una selezione attiva nei programmi di fotoelaborazione. La finestra di dialogo del comando Traccia offre diverse opzioni riguardanti la scelta dello spessore della linea, il posizionamento e il colore.

TRACCIATO. Nella fotoelaborazione, linea o curva disegnata tramite lo strumento Penna. I tracciati normalmente dispongono di punti di ancoraggio collegati da segmenti di linea che possono essere curvi o rettilinei. I punti di ancoraggio possono essere tirati o trascinati per ridimensionare la curva nel modo più preciso possibile. Tracciati chiusi (tracciati i cui punti di inizio e di termine sono connessi) possono essere convertiti in selezioni e viceversa.

TRAMA. Superficie caratterizzata da disegni o lavorazioni omogenee (in inglese pattern). Sequenza ripetuta di dati che possono essere usati come riempimento.

TRAPPING. Serve a minimizzare il disallineamento dei colori in fase di stampa: se due colori sono fuori registro, il soggetto apparirà circondato da una linea bianca. Il trapping aggiunge automaticamente colore in questo spazio vuoto. Programmi come Photoshop dispongono della possibilità di trapping.

TRASPARENZA. Vedi Opacità.

TRATTAMENTO D’ARCHIVIO. Serie di procedure utilizzate al termine del trattamento delle pellicole e delle stampe all’argento per conferire la massima stabilità possibile alle immagini nel tempo.

TREPPIEDI. Supporto a tre gambe per apparecchi fotografici. Regolabile in altezza grazie alla possibilità di allungamento delle gambe e/o per mezzo di una colonna centrale. E’ detto erroneamente cavalletto, nome del supporto usato dai pittori.

TRIACETATO. Supporto e base delle pellicole sul quale viene stesa l’emulsione. Ha sostituito il supporto in celluloide altamente infiammabile.

TRIAC. Componente elettronico per il controllo variabile della corrente elettrica che lo attraversa. Viene impiegato nei circuiti di regolazione luminosa delle lampade elettriche, in particolare dei diaproiettori e degli illuminatori a luce continua da studio.

TRIPLETTO. Termine per indicare un obiettivo semplice a tre lenti. Classico il Tessar della Carl Zeiss.

TROPICALIZZAZIONE. L’umidità, la polvere, la sabbia e la pioggia, sono particolarmente dannose per gli apparecchi fotografici. Alcuni modelli reflex di uso più professionale sono tropicalizzati. Ciò significa che sono costruiti con particolari accorgimenti di tenuta all’umidità, alla polvere o alla pioggia sufficienti a proteggere le parti o i circuiti interni in condizioni climatiche difficili.

TTL (Through The Lens). Vedi esposizione TTL.

TUBI DI PROLUNGA. Serie di elementi di varia lunghezza per aumentare la distanza obiettivo-piano focale e consentire riprese a distanza molto ravvicinata (vedi macrofotografia). A differenza del soffietto macro, consentono di raggiungere diversi rapporti di riproduzione fissi.

TWAIN. Protocollo standard che consente la comunicazione fra diversi tipi di scanner e i programmi di fotoelaborazione.







U

ULTRAVIOLETTO, UV. Radiazione invisibile all’occhio umano. Ha una lunghezza d’onda inferiore a 390nm. L’eccesso di radiazioni UV nell’atmosfera, specie in alta montagna, determina una sorta di velo che riduce la nitidezza. Per ridurne l’effetto occorre usare il filtro UV.

USB. (Universal Serial Bus, Bus seriale universale). Tipo di collegamento seriale tra computer e periferiche come fotocamere digitali, stampanti, scanner e lettori di memorie diventato lo standard sia su piattaforma Macintosh che PC. Consente di utilizzare fino a 128 apparecchi simultaneamente e permette di effettuare collegamenti a caldo, vale a dire senza spegnere il computer. La velocità di trasferimento è superiore rispetto a quelle raggiungibili da collegamenti seriali tradizionali o paralleli.







V

VALORE LUCE. Vedi EV.

VALORE TONALE. Termine usato per esprimere la maggiore o minore brillantezza di un soggetto. I valori bassi rappresentano le aree scure, quelli alti le zone chiare.

VELO. Densità indesiderata o aspetto velato di una negativa o diapositiva. Può essere causato da un’esposizione accidentale alla luce oppure un errato trattamento chimico.

VELO ATMOSFERICO. Con questo termine si indica la foschia. Varia in funzione dei seguenti fattori: altitudine e direzione dell’illuminazione con un massimo nel caso del controluce. Si attenua con l’uso di filtri colorati, si elimina con la fotografia all’infrarosso. Anche il filtro polarizzatore può essere usato vantaggiosamente purché l’angolo formato dall’asse di ripresa e dalla direzione dei raggi del sole sia prossimo ai 90°.

VETRO OTTICO. E’ il materiale usato per produrre obiettivi di qualità per la sua trasparenza e le sue proprietà rifrattive. I primi vetri ottici per obiettivi furono le varietà crown e flint. Dal 1880 con l’aggiunta altri elementi come il bario, il boro, il fosforo, il tantalio e le cosiddette “terre rare” come il lantanio ed il torio (tossici e leggermente radioattivi, oggi in disuso) si ottennero vetri a bassa o alta rifrazione ed alta o bassa dispersione che consentirono agli ottici una sempre più ampia scelta per la realizzazione dei loro progetti. Il vetro ottico è identificato dal numero di Abbe in funzione della rifrazione e della dispersione. Il vetro ottico è prodotto facendo fondere e poi raffreddare lentamente la materia prima.

VGA. Risoluzione più bassa disponibile tra i monitor (pari a 640x480 pixel).

VIDEODISCO. Antenato del CD. Sistema ottico per registrare dati sperimentato dalla Philips e dalla MCA nel 1975. Fu un clamoroso fallimento commerciale e tecnico.

VIGNETTATURA. Oscuramento degli angoli del fotogramma dovuto in genere all’uso di un paraluce o di un filtro inadatto all’obiettivo. Può verificarsi con i grandangolari usati alla massima apertura inquadrando superfici uniformi a causa della caduta di luce che aumenta all’aumentare dell’angolo di campo dell’obiettivo per il maggior tragitto che debbono compiere i raggi che vanno ai bordi del fotogramma. Ciò comporta una sottoesposizione anche di 2 o 3 diaframmi. Il fenomeno (legge del coseno) è presente in tutti i grandangolari e non dipende dalla qualità dell’obiettivo. Nei programmi di fotoelaborazione, consiste nello scurire i bordi di un’immagine per attirare l’attenzione dell’osservatore verso un soggetto o una scena più centrali. In alcuni casi (di solito immagini con sfondi estremamente chiari), schiarire i bordi della fotografia può creare lo stesso effetto.

VIRAGGIO. Trattamento chimico per mezzo del quale si modifica il colore di una stampa fotografica in bianco e nero. Classico è il colore seppia, molto bella anche l’intonazione verde. Il viraggio agisce, dopo un bagno di sbianca, cambiando colore al nero dell’immagine. Oltre al suo valore estetico il viraggio rappresenta un utile trattamento per la conservazione nel tempo delle stampe. A questo proposito è particolarmente indicato il viraggio al selenio.

VIRUS. Istruzione software inserita in rete con l’intento di causare danni ai programmi, comprese la perdita o il furto di dati.

VISORE A LUCE STANDARD. Sistema di visione per diapositive costituito da uno schermo bianco retroilluminato con una sorgente luminosa a 5000K. Ideale per visionare, ordinare e valutare le diapositive a colori.

VOLET. Sottile lamina di metallo o plastica che protegge dalla luce le pellicole caricate nei magazzini intercambiabili degli apparecchi medio formato o degli chassis degli apparecchi grande formato.







W

WATT. Unità di misura della potenza. Un watt è uguale alla potenza di un joule per un secondo.

WETTING AGENT. Vedi emolliente.

WINDER. Semplice motore di avanzamento della pellicola fino a due fotogrammi al secondo applicabile alla  base delle fotocamere predisposte. E’ stato soppiantato dai motori di caricamento ed avanzamento incorporati.

WINDOWS. Ambiente operativo prodotto dalla Microsoft. Si tratta di un’interfaccia grafica utente utilizzata dalla maggior parte dei computer nel mondo.

WMF(Windows Meta File). Formato di salvataggio di file contenenti immagini o illustrazioni proposto da Microsoft per l’interscambio di dati sulla piattaforma PC.

WWW (World Wide Web). Complesso di informazioni e risorse diffusa sulla rete Internet attraverso specifici protocolli. Quella parte della rete internet in cui testi, immagini e grafica sono riuniti in pagine navigabili dall’utente. L’idea è nata ed è stata sviluppata presso il Cern di Ginevra nel 1989 elaborando la rete Arpanet nata per scopi militari e poi utilizzata dalle università prima di assumere il nome di Internet.

WRATTEN. Serie di filtri di compensazione del colore, dal nome dell’inventore la cui ditta fu acquistata all’inzio del Novecento dalla Kodak.

WYSIWYG. Acronimo dell’espressione inglese What You See Is What You Get che indica la corrispondenza fra quanto si vede a schermo e il risultato finale.







X

X. Simbolo utilizzato per indicare il tempo di sincronizzazione con il flash elettronico degli otturatori.

XEROGRAFIA. Sistema elettrofotografico messo a punto nel 1938 da Chester Carlson (inventore di quello che diventò il fotocopiatore Xerox). Il principio è alla base delle comuni fotocopiatrici. Un’immagine elettrostatica latente formata su un fotoconduttore viene resa visibile dalle particelle di un toner costituito da polvere di carbone. L’immagine diventa permanente con il trasferimento su un altro supporto come la carta sul quale viene fissata a caldo.







Z

ZIP. Lettore e disco sviluppati dalla Iomega per la memorizzazione di dati che sfrutta supporti rimovibili da 100 e 250MB.

ZOETROPE. Sistema di visione dell’immagine in movimento effettuato attraverso un tamburo rotante dotato di piccole fessure. Osservando attraverso le fessure in movimento la serie di immagini o disegni poste all’interno del tamburo veniva ricreato il movimento. Insieme al prassinoscopio, fu uno degli apparecchi sperimentali dell’Ottocento che portò alla realizzazione del cinematografo.

ZOOM DIGITALE. Funzione delle fotocamere digitali che seleziona una porzione del sensore e digitalmente la ingrandisce per creare l’effetto, ma non la qualità, di uno zoom ottico più potente.

ZOOM. Vedi obiettivo zoom.

 
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